Tiziano Scarpa: La vita, non il mondo

      

                  

[…]“Un momento ancora questo: -Quanto tempo è passato!-. Ci sta bene. La gente dirà che sono un talento di tipo artigianale, che padroneggio la forma, se, come ho appena fatto, alla fine aggiungo in modo incantevole le parole con cui ho esordito.
( Robert Walser- da: Storie che danno da pensare-)

Un ipotetico sottotitolo per questo libro potrei rubarlo a Robert Walser e al suo “Storie che danno da pensare”, e non solo perché le piccole storie walseriane richiamano il contenitore delle mille battute in cui Scarpa riversa e contiene la sue, ma soprattutto per l’angolazione da cui queste storie vengono lasciate scorrere allo sguardo del lettore. Come Walser, anche Scarpa si pone come osservatore di una micro-quotidianità che aleggia ed esiste come polvere sottile per brevi attimi prima di cadere in terra ed essere inglobata nel tessuto dell’esistenza. Continua a leggere “Tiziano Scarpa: La vita, non il mondo”

Premio Strega: L’uomo che guarda

 

È un paio di giorni che si ripresenta lì. L’uomo che guarda appare sempre all’improvviso. Non so da quale direzione, non so quando di preciso, so che ad un tratto me lo trovo di fronte. Io seduta sulla sdraio e pochi metri dalla riva, lui in acqua. Fermo.
Anche se è ormai già luglio, la spiaggia è ancora quasi semi deserta, e la sua presenza così statica non passa inosservata. Lui se ne sta lì e guarda. Asettico, inespressivo. Se ne sta lì, senza nuotare, con solo la testa a fuoriuscire dall’acqua, la schiena rivolta al mare alto, gli occhi verso la spiaggia. Guarda come potrebbe guardare una cosa, lo sguardo vuoto, se cambio posizione mi segue ruotando appena gli occhi. Intorno a lui l’acqua è immobile. Resta lì così anche mezz’ora, poi esce si asciuga e poi rientra in acqua e si ferma più o meno nello stesso punto. Continua a leggere “Premio Strega: L’uomo che guarda”

Stabat Mater : Tiziano Scarpa

“Signora Madre, è notte fonda, mi sono alzata e sono venuta a scrivervi”.
L’incipit di “Stabat Mater” è perfetto. Con tredici parole l’autore introduce il lettore a quelli che saranno gli elementi strutturali su cui il romanzo è costruito: un Io narrante femminile, la condizione in cui questo personaggio si muoverà,  che è quella del buio della notte piena e degli ambienti, la forma che il personaggio userà per narrare e narrarsi,  quella epistolare. Inoltre il “Signora Madre” e il voi con cui la voce narrante alla madre si rivolge  indicano un contesto temporale non contemporaneo, così come il linguaggio semplice lascia intuire che a scrivere la missiva è una giovane donna, la cui inquietudine è presto svelata. “ Tanto per cambiare anche stanotte l’angoscia mi ha preso d’assalto”. Così prosegue in quella che sarà la prima delle lettere che andranno a susseguirsi , e  che saranno così strettamente legate l’una alle altre tanto da tradursi quasi in una unica lunga missiva. Continua a leggere “Stabat Mater : Tiziano Scarpa”