Bologna

quella volta che c’arrivo
è dopo
e s’è fatto già in un settembre,
bruno, acre come di fuoco acceso
pulito
come se fosse di nessuno.
L’approssimarsi alla stazione
è un silenzio inutile
che sbatte contro la vena viva.
Il piede quando tocca terra
ha un rumore pieno, malgrado tutto osceno e denso
come di corpo intero.
Lo sguardo è di giullare
suona tutti i giorni che arrivano scanditi
uno ad uno negli annunci dei ritardi.
Mille attimi ?
Mille attimi
riflessi nel varco degli ultimi gesti insignificanti,
invisibili e fermi
come un vuoto scoperchiato all’improvviso.
Lo attraverso in fretta.
L’ordine dentro le valigie ha un bagliore,
un colore come di metallo fuso
nitido
come un giorno che sa di essere ancora un giorno