Gesti # 8



La scorsa estate ho deciso di stampare, riunendola in un taccuino, una delle mie raccolte di poesie. Con l’aiuto di un amico grafico ne abbiamo curato l’aspetto, l’impaginazione e la stampa, e ne è venuto fuori un librettino che aderiva abbastanza alle mie aspettative.
Quella stessa raccolta, o meglio parte di essa, mi aveva permesso qualche mese prima di ritrovarmi fra i finalisti di un concorso promosso dalla città di Chieri che assicurava al vincitore la pubblicazione da parte di una qualificata casa editrice. Il mio percorso però non era andato oltre. Decisi allora di mandare personalmente la raccolta ad un paio di editori.
Non ricordo di preciso quali, ma ricordo che fra i tanti che pubblicano poesia la mia scelta cadde su quelle case che 1) non chiedessero soldi, 2) non pubblicassero a go-go qualsiasi cosa andasse a capo 3) fra i curatori delle collane ci fosse qualcuno che avevo avuto modo di apprezzare. Insomma cercai un certo compromesso senza mirare né troppo in alto, né troppo in basso, e decisi anche che due tentativi fosse un numero sufficiente per assecondare e accontentare la mia ambizione.
Le case editrici erano di quelle che nei loro siti online s’introducono presentando il proprio lavoro come il frutto di passione, vitalità e rispetto nonché ricerca di qualità e ostinazione nel voler dar voce alla poesia contemporanea lottando con tenacia contro i colossi della grande editoria e bla e bla e bla, e in cui le foto nel chi siamo sono sempre un po’ sfocate quasi avvolte da una nebbiolina celestiale, i volti posti a tre-quarti verso l’obbiettivo e sorridenti, mai poco mai tanto, e che sembrano sempre dire –non lasciarci svanire -. Continua a leggere “Gesti # 8”