da Mai dire Mai: Il pianeta dei poeti smarriti

Ti lasciano, all’improvviso
un puff senza metrica
senza una rima
come se ad un tratto non ritrovassero
un modo dell’esistere
e ci sarà forse un pianeta dei poeti smarriti
in cui stare
come calzini senza più il proprio compagno
spaiati dal mondo avuto, da quello che ora li circonda

Convegno di Anterem: Poetiche del Pensiero

CONVEGNO DI ANTEREM
POETICHE DEL PENSIERO
La poesia incontra la filosofia, la musica, la psicoanalisi e l’arte

QUATTORDICI APPUNTAMENTI
da sabato 10 novembre a domenica 18 novembre 2012
Biblioteca Civica di Verona, via Cappello 43

Come ogni anno, nell’ambito delle cerimonie di premiazione del Premio Lorenzo Montano, la rivista “Anterem” promuove in collaborazione con la Biblioteca Civica di Verona un importante Convegno di poesia.

Sono in cartellone quattordici appuntamenti nel corso dei quali la poesia incontra la filosofia, la musica, la psicoanalisi e l’arte. Tali eventi si svolgono da sabato 10 novembre a domenica 18 novembre 2012 negli spazi della Biblioteca Civica di Verona, via Cappello 43.

Il Convegno ha per titolo “Poetiche del pensiero” ed è curata da Flavio Ermini e Ranieri Teti. La finalità è far emergere l’intima relazione che unisce la poesia e le complesse problematiche del nostro tempo. Tra i relatori: Lorenzo Barani, Stefano Baratta, Alfonso Cariolato, Agostino Contò, Paolo Donini, Stefano Guglielmin, Tiziano Salari, Carla Stroppa, Vincenzo Vitiello.

Questa manifestazione muove da un’identità poetica molto precisa, caratterizzata dalla posizione concettuale e dal percorso di conoscenza della rivista “Anterem”. L’intento è di far amare a un numero sempre più vasto di lettori la grande poesia contemporanea e della modernità.

Con questa iniziativa “Anterem” vuole dare una visibilità critica sempre maggiore alle opere dei poeti vincitori, dei finalisti e dei segnalati per tutte le sezioni in cui il Premio Lorenzo Montano si articola: “Raccolta inedita”, “Opera edita”, “Una poesia inedita”, “Una prosa inedita”, “Poesie scelte”.

Programma del convegno Anterem Poetiche del Pensiero

Per ulteriori notizie:
http://www.anteremedizioni.it/convegno_di_anterem_poetiche_del_pensiero

da Mai dire Mai: Niente di personale

 

 

per invertire la rotta, per essere finalmente un po’ più veri
bisognerebbe ammettere che tutto è  oramai una questione personale,
che la vita è una vita che non ti abbandona e c’è
anche quando la racconti dal buco della calza
che abilmente   le hai costruito intorno, ti sei  nascosto
per tutto questo tempo dietro l’amaro di un dolore

o di un amore che se ne è andato

o che non hai mai avuto
o forse  nelle attese da cui non sei mai più tornato

una  pelle in cui ti sei confinato, esiliato
mentre con lo sguardo ancora cercavi come tutti la chiave di un infinito,
perché non hai detto  mai che ti bastava  molto meno

per essere felice  ?

da Mai dire Mai: La luna

tornare in questa ora vuol dire viaggiare
con una virgola di luna che t’accompagna dentro il buio
quante volte hai visto la stessa scena? eppure
non riesci a farne un’abitudine
e tocchi la spalla di tua figlia che ti siede accanto
la tocchi appena, la tua mano frena – guarda-
avresti voluto dirle –guarda – è già solo un pensiero
sui suoi occhi chiusi lontano
e allora ritorni a quella luna d’autunno
che impassibile come sempre argenta il mare
e ad un tratto pensi ai tuoi capelli indaffarati ad invecchiare
così, nello lo stesso buio vasto delle cose disperse, -guarda-
che pensiero strano

da Mai dire Mai : La regola

c’è che non c’è che una regola sola:
“le regole non finiranno mai”
tu passerai nel tempo sempre un attimo prima
o nel tempo giungerai un attimo dopo o
sarà che sarà il tuo turno da perdente e allora
perderai comunque, non hai scelta
prendine atto quanto prima
e regolati di conseguenza

da Mai dire Mai: Inventari

e tutto si è ridotto a questo:
contare le mille forme del senso della fine
inventando parole innocue per dirle
a grandi linee 
imponenti ed impotenti
perché quello che sta finendo
non sta finendo mai
per tutti
nè nello stesso modo
e neanche nello stesso istante

inutili inventari sepolti nei cassetti
fra gli scaffali
e poi tanti cari abbracci
mai lesinati
                                    – ti saluto-
che stringono nulla

da Mai dire Mai: La gioia minima

la gioia, quella minima
indenne la gioia l’ho sentita dopo
l’ho riconosciuta solenne e antica sollevarsi a me
da questi amici, quelli che restano
quelli che ancora ritornano
incontrati nell’ombra di questo disordine
sottile e ventoso
dell’incupirsi del mare e del cielo
nella medesima sera, o forse
in una stagione a cui nessuno ha dato mai un nome
che per un attimo ci ha fatti lievi
simili ad un tempo in cui qualcosa ancora resta

da Mai dire Mai : Correre, o l’amore

ad un certo punto ho capito che
potevo scrivere tutto:
comprensibile o oscura, era poesia comunque
dovevo solo farlo nel momento giusto
salda e attenta stare sui blocchi di partenza.
Qualcosa ho sentito,  un rumore, una voce forse
o l’attimo di un respiro e veloce con le braccia
frullavo l’aria. Correvo. Lontano c’era una poesia d’amore
– forse è in voga nuovamente –
ma doveva essere scarno, l’amore,
disperato fatto di cose che si spostano
in modo complicato, triste
semplicemente
– ma le cose che amo sono così segrete e ferme –
che ad un tratto, a dirle, ho avuta la paura di perderle.
Braccia gambe testa il corpo tutto
ha vorticato un’ultima volta
lento poi si è fermato.
Basta correre correre correre.

da Mai dire Mai : Gesti del mondo

cosa ne sai tu Giulio
cosa poi mi passa dentro? cosa ne sai tu?
e intanto per il procedere corretto
del tempo collezioni qualche ricordo di loro i miei
sono carne stesa nell’invisibile
                                           – fuori è notte?
come può essere che qualcosa ancora accada? –

senza più tracce? senza più alcun dolore?
ma qualcosa c’è che non si rassomiglia al nulla.
Forme. A volte mi sembra d’intravedere
bambini cullati contro seni gonfi,
e poi colline in fiamme
gesti del mondo lasciati a metà
gesti del mondo in cui
ho ancora dieci cose sbagliate da fare
e ancora dieci regole ingiuste  da aggiungere
per comprendere
dove tutto è possibile che inizi
dove tutto è possibile che finisca nella medesima bellezza
senza più tracce senza più alcun dolore
ho scritto questo per dimenticare?
Ho scritto questo per dimenticare.
Che mai
è come ricordo.

da Mai dire Mai : Ariacqua

c’è stato il giorno
che ho sentito un bimbo dire – grazie mamma
che mi hai portato al mare-
i braccioli gonfi come se avesse due ali tozze
galleggiava senza peso dentro l’ariacqua
e mai come allora l’innocenza dell’infanzia
mi è apparsa in tutto il suo tragico splendore,
ah! la fugacità di un tempo irraggiungibile
senza elementi,
dopo è stata tutta un’invenzione, perfino ogni ribellione

da Mai dire Mai: Vero?

Scusami Luigi,mi dispiace se la tua vanità
candida è andata a sbattere contro la mia intransigenza
– sono solo- scrivesti- scrivetemi-
ed io l’ho fatto e tu allora mi dicesti
che tutto sommato potevi essere contento:
un grande critico aveva scritto che il tuo libro
era un libro grande, mi dicesti così
e l’aveva detto di te, tu
già così vecchio, eppure con parole tanto vive
da essere memoria – compralo – aggiungesti
ed è stato allora che leggendo avevo scosso la testa.
Che la tua fosse innocenza l’ho capito dopo.
Ora sei morto e questo è un mondo
che dimentica questo è un mondo
che fa solo finta di capire
cosa sia la solitudine dentro tanto rumore,
ecco volevo dirti questo, che ho capito
mai dire mai, vero Luigi? bisogna pur credere in qualcosa
foss’anche in una solitudine che abbraccia strette quattro ossa, in ogni modo.

da Mai dire Mai : Tabula rasa

Franco, ho smesso già da tempo
di seguirti, è stato già prima di
quando hai perso l’innocenza
come tanti, troppi, sulle pagine dei giornali,
troppi appuntamenti per la vita sola che mi ritrovo
e per la linea del mio orizzonte
e ora i tuoi fantasmi appiccano fuochi
alle sterpaglie
leggeri e tragici danzano sullo sfondo di paesaggi
spettrali cantano come janare le stesse nenie
all’infinito
ed è come una terribile agonia
che non guarisce né ha fine,
e la realtà scompare, né si riscrive.

da Mai dire Mai: Poeti

Quando cammino in un giorno qualsiasi, quando una
luce di siero e ruggine si mescola al crepuscolo
m’immagino a volte d’incontrarli
riconoscerne le spalle mentre se ne stanno
seduti su una panchina
con lo sguardo che s’annega
in qualche punto
sfiorando nel volo i corpi
della gente, m’immagino così
come se davvero possa accadere che una poesia
una storia accada fra la gente,
dimentico che i poeti stanno in piedi, o vanno.

“Mai dire mai”

 

” Ho detto alla ragazza sapor di cannella che questo non mi verrà mai perdonato. Mai. Che quando raggiungi un certo punto della tua storia e una certa situazione sei legato a della gente, sei parte di una cosa più grande. Che tutta la costellazione diventa come un liquido, e qualunque tipo di agitazione la fa increspare tutta. Mi ha chiesto chi è stato il primo a dire mai dire mai. Le ho detto che deve essere stata una persona molto sola. […]”

da:  “Dire mai”- ” La ragazza dai capelli strani” – David Foster Wallace- minimum fax-