Tips For Artists

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Visti i lunghissimi intermezzi che da tempo separano un post dall’altro è chiaro che la mia fiducia e/o il mio interesse per la rete va ormai scemando. Purtroppo l’opportunità che essa potesse rappresentare un luogo di scambio onesto è sempre più vanificata. Vige invece la corsa alla costruzione di monumentali ego e non importa se per conquistare il proprio piedistallo si debba ricorrere all’adulazione o all’epiteto o allo scherno, o peggio ancora alla disonestà. È più semplice, si sa.
Eppure continuo a stupirmi della frequenza di certe “pratiche” , continuo a stupirmi e dispiacermi ed incazzarmi, e senza intraprendere pericolosi discorsi sui diritti d’autore, plagi etc, in cui chi ha torto finisce sempre col cadere in piedi, dico solo  che ciò che continua ad accadere (ancora una volta ne è vittima il poeta Francesco Marotta) è indegno, è totale mancanza di rispetto del lavoro altrui, mancanza ancora più deplorevole se questo lavoro ha le uniche radice nell’amore verso la poesia.
Indignarsi? che tale perdita di tempo! non serve, vero? Su, torniamo a scrivere le “poesie”, a capo chino.

Alla Vostra Cortese Attenzione

Da alcuni giorni il blog di Francesco Marotta è stato sospeso per una qualche supposta violazione di cui non è dato saperne i termini.
L’accaduto ha dell’incredibile perché se esiste un blog che ha sempre curato con la massima attenzione sia la mappatura dei propri contenuti sia la qualità dei contenuti stessi questo è quello di Francesco: http://rebstein.wordpress.com/
Più volte in questi giorni sono tornata alla homepage della Dimora sperando che il problema, se mai possa esserci, fosse stato risolto, ma ad oggi la situazione surreale è quella che trovate cliccando sul link.
Faccio pertanto mie le parole di Natàlia Castaldi per le tante affinità da lei espresse che con medesimo affetto e stima  mi legano a Francesco Marotta e al suo generoso lavoro fino ad oggi svolto, e rivolgo lo stesso invito a dare il proprio sostegno affinché si giunga ad una rapida soluzione di questa situazione, supporto le cui modalità potrete trovare nel blog letterario di cui Natàlia è redattrice :

http://poetarumsilva.wordpress.com/2013/01/09/petizione-per-limmediata-riapertura-del-blog-letterario-la-dimora-del-tempo-sospeso-nie-wieder-zensur-in-der-kunst-mai-piu-censura-nellarte/

Grazie

lisa

Un inedito Roberto Bolaño nella Dimora del Tempo Sospeso

[…]LA REALTÀ . Ero ritornato a Gerona, solo, dopo tre mesi di lavoro. Non ne avevo più trovato, e neanche ci speravo. La casa, durante la mia assenza, si era riempita di ragnatele e le cose sembravano ricoperte da una patina verdastra. Mi sentivo vuoto, senza voglia di scrivere, e, quando ci provavo, non riuscivo a stare seduto  di fronte al foglio bianco per più di un’ora. I primi giorni non mi sono neanche lavato e ben presto mi sono abituato anche ai ragni. Tutto quello che facevo era andare all’ufficio postale, dove molto raramente trovavo una lettera dal Messico di mia sorella, e al mercato per comprare un po’ di carne per il cane.

LA REALTÀ. Inspiegabilmente, la casa sembrava presa da qualcosa che non aveva al momento della mia partenza. Le cose sembravano più nitide, per esempio, la mia sedia sembrava nitida, brillante, e la cucina, benché piena di polvere attaccata al grasso incrostato, dava la sensazione di candore, come se ci si potesse guardare attraverso.( Guardare cosa? Niente: più bianco.)  Allo stesso modo, le cose apparivano più distinte. La cucina era la cucina, il tavolo era solo il tavolo. Un giorno cercherò di spiegarlo, ma allora, due giorni dopo il mio ritorno, se poggiavo le mani o i gomiti sul tavolo, provavo un dolore penetrante, come se mi divorasse qualcosa d’irreparabile.[…]

(da “Prosa del Otoño en Gerona”-  da: Tres – 2000 – Roberto Bolaño)

Sì, mi si dica pure che alla base la questione è sempre la stessa: scambi, cortesie, tornelli e combriccole. Ma a questo punto della mia fulgida carriera e dopo aver  toccato la pelle di tanta poetica meschineria, sempre in agguato dietro l’angolo, a questo punto faccio quello che mi piace.
E a me piacciono le coincidenze, quelle piccole cose che s’intessono ingovernate e ingovernabili, e la lettura diventa  allora qualcosa di più, qualcosa di intimo e personale.
In questi giorni sto leggendo, finalmente, dopo le mille volte che mi ero ripromessa di farlo, “2666” di Roberto Bolaño,  ecco perché mi piace segnalare questi  post e i commenti ad essi  attraverso i quali sarà possibile seguire  una sorta di back- stage delle traduzioni nonché suggerimenti e riflessioni utili all’approccio di questo autore, e non solo  :

http://rebstein.wordpress.com/2012/07/07/i-cani-romantici-i/

http://rebstein.wordpress.com/2012/07/13/i-cani-romantici-ii/

http://rebstein.wordpress.com/2012/07/20/i-cani-romantici-iii/

http://rebstein.wordpress.com/2012/08/09/i-cani-romantici-iv/

http://rebstein.wordpress.com/2012/08/09/i-cani-romantici-v/

Qui    il Quaderno delle Traduzioni in versione pdf

Il controcanto  che stanno creando alla mia lettura queste traduzioni inedite de “Los perros romanticos”  ad opera di Francesco Marotta si avvicina a qualcosa che solitamente è chiamato piacere, quello vero.

Oggi,12 dicembre 2012, Francesco Marotta ha consegnato alla lettura “Los Perros Romanticos” nella traduzione integrale da lui curata. Qui il link dove è possibile leggere o scaricare l’opera. È un lavoro splendido. Grazie Francesco.

Dediche : F. Marotta – Impronte sull’Acqua

 

                                                             per f. m.
 

                       “[…] Piacerebbe protendere la propria mano
                              fuori dal globo, ma la sua dimensione,
                              ciò che la sostiene, non lo concede[…]”
( John Ashbery- da Autoritratto in uno specchio convesso)

L’unica volta che ne sono stata lontana a lungo avevo tutto. Avevo l’amore, gli amici, vent’anni e perfino la grazia di poter immaginare un futuro. Lì, l’unica cosa di cui realmente sentivo la mancanza era il mare.
Mi mancava il suo corpo d’acqua, il suo instancabile titillare la battigia, il cupo indefinito con cui accostandosi s’abbracciava alla roccia, il colore inafferrabile della sua veste cangiante, il suo respiro, il battito rallentato nell’apnea del suo fondo, tutto mi mancava del mare.
È che un pezzo di cielo da guardare lo si trova ovunque, un fiore o anche solo un filo d’erba lo si incontra anche in una crepa nell’asfalto o in un’aiuola incolta, e perfino uno stecco secco ti fa ricordare le stagioni della terra, l’acqua no, l’acqua, finché non la trovi, resta assenza.
Continua a leggere Dediche : F. Marotta – Impronte sull’Acqua

Perché è così

so what- lisa

 

Già in passato, e unicamente per la straordinaria cortesia di alcuni redattori, alcuni miei testi sono stati pubblicati in altri blog letterari. Inutile dire che ne sono stata felice e un affetto indissolubile mi lega a tutti coloro che mi hanno fatto dono della loro generosità. Non ho mai, fino ad oggi, però menzionato qui queste mie presenze nella rete, semplicemente perché mi sembrava di peccare di vanità.
Stavolta vorrei però fare un’eccezione poiché non ho altro modo per ringraziare di tutto  se non quello di segnalare una particolare iniziativa che Francesco Marotta ha oggi inaugurato nel blog da lui curato con grande competenza, grande generosità e grande passione: una pagina dedicata agli inediti.
Che sia io, proprio io, a tagliare il nastro d’inizio mi ha sinceramente emozionata.
So che l’emozione data da un momento di piacere, di gioia, quando è scritta, solitamente appare sempre eccessiva, ridondante, sommersa dagli aggettivi tanto che nella sua ricercatezza espressiva o fra i frizzi e i lazzi diventa quasi un oggetto plastificato e inanimato che nulla ha in comune con ciò che invece ci attraversa, e paradossalmente a volte ho la sensazione che la parola scritta ci porti a nascondere, a disimparare la spontaneità e l’imperfezione delle emozioni reali che sono racchiuse nello spazio di un attimo e  sono materia viva.  
Io amo le piccole grandi cose che vengono a me insperate e inaspettate come quelle che ho ricevuto e ricevo, amo i piccoli gesti di amicizia che ho ricevuto e ricevo,  amo ogni singola parola che ho ricevuto e ricevo, semplicemente…perché è così.
Grazie Francesco. Grazie a voi.