Demetrio Paolin : La Seconda Persona

 

[…] Io voglio molto bene a questa carne della quale sono fatto e credo sinceramente di essere questa carne, anche se mi accorgo che c’è una parte di me che la carne non basta a fare e che è fatta di un’altra materia che non conosco bene: immagino sia sottile, leggera, trasparente e femminile.[…]
(da: Splatter ( Breve)- Il Male Naturale- G. Mozzi- 1998- Mondadori )


a d.p.

Forse potrà sembrarti strano, o poco lusinghiero se ti dico che non mi ha stupita, Demetrio, leggere questo tuo nuovo libro. O forse sì se, come vedi, sono qui a scriverti, ma probabilmente sarebbe meglio dire a risponderti. In genere non è mai facile dire qualcosa di un libro, è già difficoltoso farlo nel modo in cui ci si aspetta che si scriva di un libro, ma se poi questo libro è stato scritto da un amico diventa più arduo farlo ponendo questo fare fuori dal riparo della cura che solitamente si ha per ciò che si considera caro. Tu Demetrio in un certo qual modo mi sei venuto incontro e lo hai fatto aggiungendo quella postilla, quelle poche righe lasciate ai tuoi lettori al termine dei tuoi racconti, o forse l’hai fatto proprio con questa seconda persona che dà il titolo al libro ma che, se questo libro lo si legge come tu vorresti forse che fosse letto, principalmente, nella sua seconda persona verbale, ti rappresenta anche nella tua volontà di affidare al dialogo interiore, quello che muove la tua scrittura, anche l’apertura ad un dialogo con coloro che a questa tua scrittura si avvicinano accettando la tua sfida. Perché è così che io leggo quelle poche righe conclusive: mi sembra che tu alzi lo sguardo, forse per la prima volta, anche verso il lettore, coinvolgendolo e sfidandolo a fare propri i tuoi demoni, perché sono questi demoni con cui uno scrittore si misura, ed è nella caduta libera nel senso dato alla scrittura come di un paradiso contrario a cui costringono le parole in cui anche il lettore deve suo malgrado avventurarsi, e in questo caso seguirti. Sono quasi certa che se solo tu potessi a questo punto mi diresti non è questo che si richiede ad un libro? Non è la sottomissione a questa sorta di prigionia a cui le parole obbligano non solo chi quelle parole le scrive ma anche chi un giorno si troverà a leggerle? non è questo che si richiede ad un libro?ad uno scrittore?ad un lettore? Chiunque abbia avuto modo di seguirti fin dai tuoi esordi sa la materia su cui si muovono le tue pagine, sa che frugare fra le tue righe segna l’inizio di una mappatura del senso di essere, e di esserlo nel proprio corpo, nel tempo che vi passa e vi è passato attraverso, nella propria memoria, e di questa i confini di luce e buio che nel corpo incide. È il principio di una relazione rischiosa quanto fascinosa.
Io sono fra questi, sono fra coloro che un destino buono o malevolo, chissà, ha reso possibile che questo dialogo iniziasse tempo fa quando il tuo scrivere s’incanalava già distintamente dentro un senso dello scrivere distillato e rarefatto percorrendo il sentiero silenziosamente assordante e labirintico della umana natura, che è quello che si ritrova in questi racconti che oggi sono riuniti in questo libro “La seconda persona”. Ed è proprio col disagio di questa loro materia apparentemente liscia, ma in realtà aspra, rugosa, che continuamente avvicina e allontana e che emerge e s’inabissa, che il dialogo ha cercato il suo significato nei dialoghi passati. Questo non sta a indicare che la mia sia ora una posizione privilegiata né che lo sia la tua, quello che intendo dire è che, anche senza lasciarsi intrappolare nelle categorie infinite di genere o di giudizio con cui si definisce o si affronta la lettura di un libro, e lasciando agli altri stilare classifiche di merito o di demerito, ogni scrittura costruisce accanto a sé un ponte, e, che sia quello che il lettore è interessato a seguire o meno questo ponte esiste e, qualora lo si trovasse, si riuscirebbe a percorrerlo solo con una mente sgombra da ogni pregiudizio forviante. Continua a leggere “Demetrio Paolin : La Seconda Persona”

Il mio nome è Legione: Demetrio Paolin

legione

 

Ogni buon scalatore sa che è necessario coordinare il corpo affinché abbia sempre tre punti di appoggio, e che non bisogna mai lasciare la presa di una mano, l’incavo su cui poggia un piede senza averne prima trovato un altro a cui sostenersi.
Così la lettura di “Il mio nome è Legione” è semplice se nel suo procedere si è capaci di non perdere il contatto con ciò che si è appena letto, se ci si lascia aderire alla sua realtà e alla sua scrittura privi di preconcetti, è semplice se ad ogni passo che verrà mosso non si assume la baldanza di chi crede che raggiungere la cima sia solo e semplicemente andare avanti seguendo un sentiero già tracciato perché sarà invece toccare un territorio su cui non ci sono segni, indicazioni, tracce che possano facilitare la nostra lettura. Continua a leggere “Il mio nome è Legione: Demetrio Paolin”

Il mio nome è Legione

Molte sono le persone conosciute durante questa mia esperienza nel mondo letterario virtuale a cui porto affetto e stima. Fra queste Demetrio Paolin.  È   in uscita nelle librerie il suo ultimo lavoro “Il mio nome è Legione” per le Edizioni Transeuropa. A lui  va il mio in bocca al lupo.

 

 

Fiera Internazionale del libro Torino Continua a leggere “Il mio nome è Legione”