Cormac McCarthy: Il grigio della strada

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“Uscì fuori nella luce livida, rimase lì in piedi e per un attimo vide l’assoluta verità del mondo. Il moto gelido e spietato della terra morta senza testamento. L’oscurità implacabile. I cani del sole nella loro corsa cieca. Il vuoto nero e schiacciante dell’universo. E da qualche parte due animali braccati che tremavano come volpacchiotti nella tana. Un tempo e un mondo presi in prestito e occhi presi in prestito con cui piangerli”

Le sette e trenta del mattino e sono in piedi da un po’. Vado di fuori, lì in terrazza. E guardo il mare.
È di un blu tenero, appena sveglio. Bassi volano tre, forse quattro gabbiani. Forse più. Bianchi. Che a tratti svuotano l’azzurro del mare. S’intrecciano nel volo. Non riesco a contarli.
Il corso principale è ancora addormentato. Poi di corsa uno, due tre ragazzi. Dietro di loro una ragazza. I capelli lunghi sciolti. Corrono. L’ultimo autobus per andare a scuola è già lì, alla fermata. I passi impattano sull’asfalto con forza. Hanno il rumore di un giorno appena scartato dal buio.
Il mondo è in ordine. Continua a leggere “Cormac McCarthy: Il grigio della strada”