Un infinito autunno o forse un’altra stagione

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Dicono che è autunno, come un quadro, come la poesia
che imparavo da bambina con le sue foglie rosse e gialle
disegnate accanto. Fuori dai bordi però, le foglie avevano altri colori
s’accartocciavano sporche, marcivano sull’asfalto.
Anche questo è un autunno che si recita a memoria
e che cerca di far combaciare la rima
con il tempo, anche questo è un autunno che sfugge alla visione. Nelle case
in fondo si vive sempre senza le stagioni: più o meno freddo,
più o meno caldo
un po’imprecisi, incerti
noi, e dentro
l’aria ferma e incolore. Niente che ci dica
che la luce sta cambiando, che cambiano gli odori. Le case
hanno sempre gli occhi chiusi,
oggi sognano un infinito autunno o forse un’altra stagione, e noi?
sogni, ore o forse ghiribizzi che al tempo ci confonde?

Geometrie d’autunno

 

-Lo vedi questo sabato come s’azzuffa con le foglie?-
ed io mi ero messa mani di pianista
per battere sui tasti lo stesso vento nella stanza
ma dentro e fuori di qui, oltre le foglie il vento il sabato d’autunno
ci sono solo strade, così mute e brevi,
così sghembe, troppo anche per far quadrare le geometrie dei versi