Jazz on The Coast 2011

Jazz on the Coast giunge, tenacemente, alla sua diciassettesima edizione. Nuova quest’anno la location. La Villa Marittima romana, splendido sito archeologico nel cuore del paese, farà infatti da affascinante scenografia ai tre appuntamenti musicali, offrendo così ai più distratti anche l’occasione di scoprire un altro dei piccoli grandi tesori che la nostra Costiera custodisce.
Tre dunque le date concentrate nell’arco della settimana che segue il Ferragosto: martedì 16 Agosto“EDDIE GOMEZ quartet”, giovedì 18 Agosto “MIKE MELILLO”, venerdì 19 Agosto “ZOE RAHMAN Quartet”, tre occasioni per godere di qualche ora di buona musica e per illuminare un’estate che, ad ogni anno che passa, diventa sempre più silente, e in cui Cultura, nelle innumerevoli sfaccettature che essa comprende, stenta a potersi definire tale, sconfinando sempre più spesso nella sua deriva di mediocrità.
Ma Jazz on the Coast, sebbene con l’affanno delle incertezze che ormai regolarmente accompagnano sotto braccio ogni passione e ogni entusiasmo, resiste, e lo fa portandosi dentro di anno in anno il sogno di poter diventare ed essere considerato, se solo gli enti preposti ai finanziamenti uscissero dal loro autismo, il fiore all’occhiello non solo di questo piccolo paese ma dell’intera Costiera.
Nel video qui proposto sulle note della Lambada De Serpente scorrono le immagini del back stage della scorsa edizione, a provare è l’Aaron Goldberg trio. Ricordo esattamente cosa disse Goldberg prima del concerto – per voi sarà normale, ma non potete immaginare l’effetto che fa suonare davanti a tutta questa bellezza-

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Gesti #10


Pioverà. L’alzarsi del vento è di quell’indefinibile inquietudine e sollievo che mi prende ogni volta che ritorno qui, anche se questo è il mio paese di cui ogni giorno posso guardare i filamenti nelle sue ultime case che arginano il brusco della roccia. Sembra quasi siano lì solo per impedirle di rovinare in mare. E nei pennelli puntuti di verde scuro dei cipressi che sbavano nel verde chiaro dei filari dei limoneti. Il resto è un qualcosa immaginato e familiare nascosto e rappreso dietro la curva che sale.
La pioggia ora è più che una minaccia, anche se ancora sospesa in un – forse pioverà.- M’incammino verso le luci del palco. Il vento rafforza. Gonfia l’impalpabile scenografia dei teli leggeri, bianchi e neri, tagliando il buio della sera come un mare di Milton Avery.
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Jazz on the Coast : Davide vs Golia

Dei tagli alla Cultura se ne sta parlando molto ma, se i grandi eventi riescono in qualche modo a sopravvivere grazie a sponsor e finanziamenti, seppur ridotti, da parte di Provincia e Regione e/o altri enti pubblici e privati, la percezione della reale entità di questa contrazione che pone una preoccupante battuta di arresto alla naturale crescita culturale di un Paese si coglie soprattutto nella moria di quelle manifestazioni che sono nate, e nel tempo sono proseguite con tenacia anche per contrastare l’eventualità che ciò a cui invece stiamo assistendo potesse accadere.
Pochi gli ingredienti a loro sostegno: passione, impegno, quell’amore che si deve alla propria terra e quel poco vile danaro necessario per coprire le spese. I primi, seppur malconci, restano non ostante, ma quando il danaro viene a mancare del tutto poco si può fare per contrastare il destino.
Ammirevole dunque l’impegno della locale amministrazione che, in totale controtendenza, ha coraggiosamente deciso di opporsi all’inevitabile e definitivo concludersi di una manifestazione che con i suoi appuntamenti per ben quindici anni ha caratterizzato, per qualità e riscontro in termini di gradimento, le estati minoresi.
Solo due le date per questa sedicesima edizione di Jazz on the Coast, ma che io ritengo sufficienti non solo come segno di buona volontà, ma soprattutto come forma di resistenza verso chi vorrebbe questa nostra Costa perennemente sopita.
Non conosco le proposte di queste due serate: The Cookers e Aaron Goldberg trio, ma in fondo quale altro fine dovrebbe essere perseguito da un evento culturale se non quello sì di assecondare passioni e preferenze ma anche allargare e spingerne in avanti i confini e le conoscenze?

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http://www.jazzonthecoast.it/

Yes…

Dave_Brubeck

Le telefonate s’incuneano sempre fra frammenti di tempo. La voce di qualcuno si sovrappone alle tracce che in quel momento stanno scorrendo per creare un  motivo nuovo  in una sorta di mixaggio simile a quello che con grande cura si realizza nelle sale di registrazioni.
Ricordo che un po’ di tempo fa stavo scrivendo qualcosa, e come  faccio spesso avevo un sottofondo musicale ad accompagnare il tip-tip delle mie dita sulla tastiera. Ascoltavo il susseguirsi   casuale dei brani  quando il telefono ha squillato. Era un amico. Il tip-tip si è interrotto, sostituito dalla mia voce –ciaooo-  ho detto e deve essere arrivato al mio interlocutore su una base che faceva più o meno così paraparaparapapapapa. “Take five” di Dave Brubeck  è stata la mia risposta alla domanda – cosa ascolti?- Il breve scambio che ne è seguito  può condensarsi nel dire che l’amico  ha liquidato il famosissimo pezzo con un  secco – è musica per ascensore- .

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1959-2009 : Kind Of Blue- Giant Steps

john_coltrane_4miles-davis

 

Quando qualche giorno fa ho espresso ad un amico la mia intenzione di scrivere queste poche righe che sto scrivendo ora, lui, pianista jazz, cortesemente e armato di quella tipica pazienza con cui solitamente si cerca di dare una risposta ad un – perché?- di un bimbo,  mi ha scritto in risposta due brevi cenni sul perché questi due dischi rappresentarono due particolari momenti di svolta sia per il jazz che per questi due artisti. Continua a leggere 1959-2009 : Kind Of Blue- Giant Steps