da Mai dire Mai: Scrivi all’autore

scrivi all'autore

a m.a.
caro marco, ti ho cercato
per rimediare ad un incontro che
non è mai stato
ti ho cercato ma è stato invano
scrivi all’autore però è scritto
e allora io prendo carta e penna e
faccio come in quella poesia
ti tocco come fece il vino
dentro la tua bocca, ti tocco
io viva e tu morto, ti tocco
con questa eternità spicciola
che a volte tesse la parola
lo sai , caro marco, che qui tutto è cambiato
eppure tutto é rimasto lo stesso:
sul lungomare le palme sono crollate
ad una ad una divorate , vinte
come lo siamo noi
che come allora ci facciamo l’un con l’altro muro
ora ci basta compiacerci fino a creparci
sostituendoci alla furia degli insetti,
noi però restiamo in piedi, come pupazzi,
e convinti di averla avuta vinta sul vento e sul tempo Continua a leggere da Mai dire Mai: Scrivi all’autore

da Mai dire Mai: I cercatori d’oro

1958 Milton Avery -  Green Sea

il giorno dopo la tempesta il mare cede al verde opale
e sulla riva si vedono i cercatori d’oro due tre
gli occhi bassi uno a seguire distante l’altro
l’uno attento ad arraffare quello che all’altro forse è sfuggito
un cerchietto d’oro storto una medaglietta malridotta il mozzone di una catena
la saggezza del mare restituisce tutto ciò che al mare è superfluo
e a noi che restiamo a guardare l’illusione
che quello che abbiamo perduto
non è mai perduto davvero, è solo passato in altre mani

da Mai dire Mai: Come continuare a scrivere…nonostante tutto

Ed ruscha-It's only vanishing cream-1973

Prendi un’alba, falla tua come se fosse del mondo che conosci
Prendi una notte,falla tua come se fosse del mondo che non conosci.
Oggi. Ieri. Oggi. Ieri etc
Non voltarti, dietro di te ci sono solo fantasmi
Non guardare avanti, davanti a te ci sono solo ombre
Sei solo? Sei solo.
Ora scrivi, se è proprio questo quello che vuoi,
non dirlo mai veramente a qualcuno

da Mai dire Mai: Dopo una poesia di O’Hara

tmsc- di lisa sammarco ©

suppongo che un giorno la maturità
mi prenderà alle spalle, all’improvviso, alla velocità di una
dune- buggy
oppure mi si parerà
davanti come oggi quest’alba inopportuna,
arrivata dentro un giorno di dicembre
e presa per caso da una finestra
dopo una poesia di O’Hara,
nuda e vuota l’alba
e così anche il vento che ho visto passare fra le stelle di natale
spente e così lei
che arriverà sventolando la sua giovinezza pallida,
mi piacerebbe dirle,lo sai che sei anche tu in ritardo?

da Mai dire Mai: Un tempo incontrollabile

Jasper Johns- Periscope (Hart Crane), 1963

che la vita non sia una ma una dentro tante
è chiaro
che vi sia qualcosa
di nascosto sotto la crosta è chiaro
è il passo stanco mentre sfidi la corrente
a svelare che il mondo ti divora
e che persino le tue briciole governa
ma tu
– è il fiume – hai detto – è questo terribile inverno
che noi siamo – e dentro hai questo tempo incontrollabile
che misuri con un respiro animale, ma poi ti lasci andare

da Mai dire Mai: Il pianeta dei poeti smarriti

Ti lasciano, all’improvviso
un puff senza metrica
senza una rima
come se ad un tratto non ritrovassero
un modo dell’esistere
e ci sarà forse un pianeta dei poeti smarriti
in cui stare
come calzini senza più il proprio compagno
spaiati dal mondo avuto, da quello che ora li circonda

da Mai dire Mai: Niente di personale

 

 

per invertire la rotta, per essere finalmente un po’ più veri
bisognerebbe ammettere che tutto è  oramai una questione personale,
che la vita è una vita che non ti abbandona e c’è
anche quando la racconti dal buco della calza
che abilmente   le hai costruito intorno, ti sei  nascosto
per tutto questo tempo dietro l’amaro di un dolore

o di un amore che se ne è andato

o che non hai mai avuto
o forse  nelle attese da cui non sei mai più tornato

una  pelle in cui ti sei confinato, esiliato
mentre con lo sguardo ancora cercavi come tutti la chiave di un infinito,
perché non hai detto  mai che ti bastava  molto meno

per essere felice  ?

da Mai dire Mai: La luna

tornare in questa ora vuol dire viaggiare
con una virgola di luna che t’accompagna dentro il buio
quante volte hai visto la stessa scena? eppure
non riesci a farne un’abitudine
e tocchi la spalla di tua figlia che ti siede accanto
la tocchi appena, la tua mano frena – guarda-
avresti voluto dirle –guarda – è già solo un pensiero
sui suoi occhi chiusi lontano
e allora ritorni a quella luna d’autunno
che impassibile come sempre argenta il mare
e ad un tratto pensi ai tuoi capelli indaffarati ad invecchiare
così, nello lo stesso buio vasto delle cose disperse, -guarda-
che pensiero strano

da Mai dire Mai : La regola

c’è che non c’è che una regola sola:
“le regole non finiranno mai”
tu passerai nel tempo sempre un attimo prima
o nel tempo giungerai un attimo dopo o
sarà che sarà il tuo turno da perdente e allora
perderai comunque, non hai scelta
prendine atto quanto prima
e regolati di conseguenza

da Mai dire Mai: Inventari

e tutto si è ridotto a questo:
contare le mille forme del senso della fine
inventando parole innocue per dirle
a grandi linee 
imponenti ed impotenti
perché quello che sta finendo
non sta finendo mai
per tutti
nè nello stesso modo
e neanche nello stesso istante

inutili inventari sepolti nei cassetti
fra gli scaffali
e poi tanti cari abbracci
mai lesinati
                                    – ti saluto-
che stringono nulla

da Mai dire Mai: La gioia minima

la gioia, quella minima
indenne la gioia l’ho sentita dopo
l’ho riconosciuta solenne e antica sollevarsi a me
da questi amici, quelli che restano
quelli che ancora ritornano
incontrati nell’ombra di questo disordine
sottile e ventoso
dell’incupirsi del mare e del cielo
nella medesima sera, o forse
in una stagione a cui nessuno ha dato mai un nome
che per un attimo ci ha fatti lievi
simili ad un tempo in cui qualcosa ancora resta

da Mai dire Mai : Correre, o l’amore

ad un certo punto ho capito che
potevo scrivere tutto:
comprensibile o oscura, era poesia comunque
dovevo solo farlo nel momento giusto
salda e attenta stare sui blocchi di partenza.
Qualcosa ho sentito,  un rumore, una voce forse
o l’attimo di un respiro e veloce con le braccia
frullavo l’aria. Correvo. Lontano c’era una poesia d’amore
– forse è in voga nuovamente –
ma doveva essere scarno, l’amore,
disperato fatto di cose che si spostano
in modo complicato, triste
semplicemente
– ma le cose che amo sono così segrete e ferme –
che ad un tratto, a dirle, ho avuta la paura di perderle.
Braccia gambe testa il corpo tutto
ha vorticato un’ultima volta
lento poi si è fermato.
Basta correre correre correre.

da Mai dire Mai : Gesti del mondo

cosa ne sai tu Giulio
cosa poi mi passa dentro? cosa ne sai tu?
e intanto per il procedere corretto
del tempo collezioni qualche ricordo di loro i miei
sono carne stesa nell’invisibile
                                           – fuori è notte?
come può essere che qualcosa ancora accada? –

senza più tracce? senza più alcun dolore?
ma qualcosa c’è che non si rassomiglia al nulla.
Forme. A volte mi sembra d’intravedere
bambini cullati contro seni gonfi,
e poi colline in fiamme
gesti del mondo lasciati a metà
gesti del mondo in cui
ho ancora dieci cose sbagliate da fare
e ancora dieci regole ingiuste  da aggiungere
per comprendere
dove tutto è possibile che inizi
dove tutto è possibile che finisca nella medesima bellezza
senza più tracce senza più alcun dolore
ho scritto questo per dimenticare?
Ho scritto questo per dimenticare.
Che mai
è come ricordo.

da Mai dire Mai : Ariacqua

c’è stato il giorno
che ho sentito un bimbo dire – grazie mamma
che mi hai portato al mare-
i braccioli gonfi come se avesse due ali tozze
galleggiava senza peso dentro l’ariacqua
e mai come allora l’innocenza dell’infanzia
mi è apparsa in tutto il suo tragico splendore,
ah! la fugacità di un tempo irraggiungibile
senza elementi,
dopo è stata tutta un’invenzione, perfino ogni ribellione

da Mai dire Mai: Vero?

Scusami Luigi,mi dispiace se la tua vanità
candida è andata a sbattere contro la mia intransigenza
– sono solo- scrivesti- scrivetemi-
ed io l’ho fatto e tu allora mi dicesti
che tutto sommato potevi essere contento:
un grande critico aveva scritto che il tuo libro
era un libro grande, mi dicesti così
e l’aveva detto di te, tu
già così vecchio, eppure con parole tanto vive
da essere memoria – compralo – aggiungesti
ed è stato allora che leggendo avevo scosso la testa.
Che la tua fosse innocenza l’ho capito dopo.
Ora sei morto e questo è un mondo
che dimentica questo è un mondo
che fa solo finta di capire
cosa sia la solitudine dentro tanto rumore,
ecco volevo dirti questo, che ho capito
mai dire mai, vero Luigi? bisogna pur credere in qualcosa
foss’anche in una solitudine che abbraccia strette quattro ossa, in ogni modo.