Verde

Lasciarsi camminare
dentro questo mattino
di novembre il sole a picco
che picchia nudo sulle braccia
pensare –che strano questo tepore
in questa stagione-
e intanto guardare il mare
spingere qualche pensiero
farli diventare dello stesso colore
verde…
prendere Neruda sottobraccio
e insieme mettere i piedi
sopra ombre di ringhiere
l’asfalto lento come neve
la velocità delle ruote
il passo del tempo
sentire che tutto intorno
è febbre di malinconia
pensare – ecco
io sono qui
e questa è la strada-

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Il colore “Sud”

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Prima di allora non l’avevo mai visto. Sud era terra, la mia terra. Era il paesino dove vivevo, le gradinate del campetto dove mi perdevo in chiacchiere dopo la partita di basket, era il mare in burrasca che mordeva la roccia e scrostava l’intonaco delle case, era l’abbandono dell’inverno, era l’irrequietezza della marina, era essere e non essere nella stessa misura, sud era qualcosa da cambiare e qualcosa da salvare, sud spesso era distanza, un senso di oblio e l’accanimento della speranza. Continua a leggere “Il colore “Sud””

Cormac McCarthy: Il grigio della strada

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“Uscì fuori nella luce livida, rimase lì in piedi e per un attimo vide l’assoluta verità del mondo. Il moto gelido e spietato della terra morta senza testamento. L’oscurità implacabile. I cani del sole nella loro corsa cieca. Il vuoto nero e schiacciante dell’universo. E da qualche parte due animali braccati che tremavano come volpacchiotti nella tana. Un tempo e un mondo presi in prestito e occhi presi in prestito con cui piangerli”

Le sette e trenta del mattino e sono in piedi da un po’. Vado di fuori, lì in terrazza. E guardo il mare.
È di un blu tenero, appena sveglio. Bassi volano tre, forse quattro gabbiani. Forse più. Bianchi. Che a tratti svuotano l’azzurro del mare. S’intrecciano nel volo. Non riesco a contarli.
Il corso principale è ancora addormentato. Poi di corsa uno, due tre ragazzi. Dietro di loro una ragazza. I capelli lunghi sciolti. Corrono. L’ultimo autobus per andare a scuola è già lì, alla fermata. I passi impattano sull’asfalto con forza. Hanno il rumore di un giorno appena scartato dal buio.
Il mondo è in ordine. Continua a leggere “Cormac McCarthy: Il grigio della strada”

Giallo

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Non mi piace il giallo. È un colore che non indosserei mai. È un colore che aggredisce, sfacciato e prepotente. Ci portiamo addosso una sua idea di luce solo perché da bambini ci piaceva disegnare lune stelle e soli calcando strati e strati di pastelli gialli sopra il foglio, ma se dovessimo ritrovarli adesso di quelle luci astrali rimarrebbero solo grandi vuoti lasciati dall’innocenza dell’infanzia.
Se vado a ripescare nei miei ricordi c’è un solo vestito a righe gialle e blu. Avevo più o meno undici anni e il vestito mi era stato comprato in occasione della prima comunione di mia cugina. Di quell’abito ciò che mi rimane è il giallo che spegneva il blu, la sua invadente presenza sulla calma timida e discreta del blu. Il blu ero io, il giallo una forza oscura che voleva strapparmi agli angolini delle mille contraddittorietà dei miei tenebrosi undici anni. Continua a leggere “Giallo”