da Mai dire Mai : Correre, o l’amore

ad un certo punto ho capito che
potevo scrivere tutto:
comprensibile o oscura, era poesia comunque
dovevo solo farlo nel momento giusto
salda e attenta stare sui blocchi di partenza.
Qualcosa ho sentito,  un rumore, una voce forse
o l’attimo di un respiro e veloce con le braccia
frullavo l’aria. Correvo. Lontano c’era una poesia d’amore
– forse è in voga nuovamente –
ma doveva essere scarno, l’amore,
disperato fatto di cose che si spostano
in modo complicato, triste
semplicemente
– ma le cose che amo sono così segrete e ferme –
che ad un tratto, a dirle, ho avuta la paura di perderle.
Braccia gambe testa il corpo tutto
ha vorticato un’ultima volta
lento poi si è fermato.
Basta correre correre correre.

2 pensieri riguardo “da Mai dire Mai : Correre, o l’amore”

  1. Jack Spicer nella sua ultima lettera a Lorca chiedeva se svelato il trucco del giocatore di scacchi i suoi giochi non conservassero la loro bellezza, allo stesso modo ti chiedo – l’amore non resta amore anche quando finisce? e dunque il piacere provato nel leggere una poesia non rimane tale anche quando questa si conclude nell’ultimo verso? il poeta che hai applaudito ieri non è lo stesso poeta anche oggi?
    ci stiamo abituando a questa indolore cancellazione purtroppo.

    grazie
    lisa

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