Su S/PAESAMENTI STABILI : Dalla finestra

Per molti anni mia nonna paterna ha abitata una casa bellissima. La casa era una vecchia casa. Era grande e aveva grandi stanze messe in fila e per andare da un punto all’altro della casa bisognava attraversarle tutte. La cucina aveva una grande finestra, una dispensa e ho il ricordo di aver visto in uso il grande forno a legna e pure il ribollire nelle pentole in rame e in alluminio messe sui cerchi concentrici di ferro che formavano piastre compatte incassate nel piano in muratura che alimentate dai piccoli camini sottostanti diventavano incandescenti. Il calore necessario alla cottura era determinato dal diametro dei cerchi e poteva essere regolato aggiungendone o togliendone alcuni con un lungo ferro ad uncino. Questa operazione, oltre a quella di rinvigorire il fuoco con altra legna, veniva ripetuta più volte nel corso della preparazione dei pasti e richiedeva la presenza quasi costante di qualcuno.
La casa aveva un lindore luminoso, i letti erano altissimi, monumentali, ricoperti da coperte in pizzo o ricamate, le tende erano leggere e bianche, i soffitti erano alti e tenuamente affrescati e laddove l’umidità non era avanzata resistevano ingenui disegni floreali e ghirigori, i pavimenti erano sempre tirati a lucido e suonavano note acutissime e cristalline nelle zone in cui le mattonelle erano sconnesse. Era divertente camminarci sopra, così come bisognava ricordarsi di evitarle nel caso qualcuno riposasse. […]continua la lettura qui

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