Poesia à la carte: Fuga dalla poesia


 

di volta in volta
come in una scena cannibale e tribale
una tigre appare
una tigre mangiatrice di poesia
ruggisce grrr
o miagola mia… e
mortifica con una rigo-
                        rosa
e ineccepi-
              bile
strategia
quanto c’è di disumano
nella poesia nel tempo
        e perfino in dio
lei pungola la preda con gli artigli
prima di farne pasto
lei sa sempre
come azzannare i versi
per poi leccarne il sangue e
io ho paura della sua natura in pixel e
vivo nel terrore che prima o poi
possa entrare nella carne delle mie parole
prima ancora che io le scriva
per dirmi che non le ricordano niente

                            forse nessuno

Nel buio scrivo:
questa poesia in fuga

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