12 pensieri riguardo “Chet Baker : Time after Time”

  1. Negli ultimi giorni è stato il mio sottofondo…e poi il viso di Baker a volte mi sembra che nasconda qualcosa, e che sia proprio quel qualcosa che si cerca di mettere nelle parole.

    grazie anila
    lisa

  2. Mi dispiace essere in disaccordo e rovinare il clima, ho sempre considerato questa musica come estremamente sdolcinata, buona al massimo nello stereo della macchina durante un incontro amoroso sul sedile ribaltabile…

  3. Dai Rodolfo, allora dimostra almeno un po’ di…gratitudine, se non altro per il risparmio di energia di cui beneficiate :-)

    ciao grazie
    lisa

  4. sdolcinata forse hai ragione, però lui ha una bella voce anche quando parla, non solo quando canta :)))

    comunque questa veste del sito mi piace molto, brava!

  5. Sai Anila, Rodolfo da musicista ha un rapporto più critico e dunque capisco la sua perplessità. Il mio rapporto, e forse anche il tuo, con la musica, che sia jazz o di altro genere, è più ibrido, direi “sporcato” da più componenti che magari con la musica non c’entrano nulla, ecco perché ogni contrasto di opinione è, con Rodolfo, un po’ discutere e un po’ imparare.

    grazie ad entrambi
    lisa

    p.s grazie anila, questo tipo d’impaginazione piace anche a me, forse perché mi corrisponde di più al momento.

  6. Ho sempre molto rispetto per le persone che s’intendono di musica perché io non ho avuto la fortuna di poterla studiare.

    Anch’io cambio veste al mio sito quando mi sento di dover cambiar abito e quando qualcosa mi si addice di più a seconda dei momenti :)

    Anila

  7. A mio avviso come musicista è ipersopravvalutato ma forse è il più letterario tra i musicisti. Molto usato tra le pagine scritte di vari autori e tra i fotogrammi di parecchi film nonchè egli stesso protagonista di varie biografie. L’ultima opera di cui sono a conoscenza è “E nemmeno un rimpianto” di Roberto Cotroneo che io, infatti, mi son guardato bene dall’acquistare ;-)

  8. Sono d’accordo che nel caso di Baker la fascinazione verso il personaggio aggiunto al lirismo delle sue interpretazioni ha contribuito a crearne il “mito” e come tale appetibile letterariamente parlando, ma ripeto c’è qualcosa nel suo modo di suonare che me ne rende piacevole l’ascolto a volte, forse proprio quella nota da perdente ( in fondo i suoi esordi erano stati promettenti) che contraddice tutta la sovraesposizione che è venuta poi.
    Ma capisco che possa non piacere, io ad esempio non digerisco Bollani, eppure attira il consenso di molti.
    Il libro l’avevo visto, minimum fax se non sbaglio,e no neanche io l’ho comprato, in lettura ne ho due che ti piacerebbero.

    ciao rodolfo grazie
    lisa

  9. Eccomi. Se non vado errando hai una certa predilezione per la saggistica per questo ho accennato a questi due libri: L’errore fotografico di Clément Chéroux e Piccola storia della fotografia di Walter Benjamin, il primo più tecnico ma gradevolissimo e il secondo una vera perla per gli spunti alla riflessione che offre, due approcci alla fotografia, ma non solo direi ad ogni forma d’arte in genere, dai primi dagherrotipi in poi, e fra loro complementari.
    Questi fra tanti. Sto leggendo molto…più che scrivere :-)

    ciao
    lisa

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