Gates: Per ogni storia ce n’è almeno un’altra

l. ogni sera innaffia le piante del suo balcone. l. innaffia le piante del suo balcone quando è triste. La tristezza di l. è una cosa che appartiene alla sera come può esserlo la consuetudine delle stelle, e così ogni sera l. è triste e innaffia le piante che adesso sono in fiore sul suo balcone. l. per farlo aspetta che la sera entri in un’ora tarda che la fa quasi notte e la strada allora diventa una lingua muta e tutto il paese è un altrove che resta dietro le persiane serrate delle case. l. anche stasera è lì, in una di queste prime tiepide oscurità, è lì che mesce acqua sul rosso sanguigno dei gerani che il buio della poca luce dei lampioni raggruma tutt’al più in un’idea di rosso vivo, perché quello che l. in effetti vede è solo una materia di un buio più buio, finemente frantumato in piccole scaglie. A l. piace starsene lì ché le sembra di essere una nuvola passeggera, e pensa che quando tutte le piante avranno avuto la loro acqua anche la tristezza, come una nuvola, andrà a vuotarsi nella terra. Stasera però la strada stenta a stare ferma e da un vicolo ancora desto arriva un balbettio sommesso di passi, poi ecco spuntare una turista che passando sorride a l., poi con la mano saluta e l. vede che il sorriso le diventa ancora più ampio come di fronte ad una qualche meraviglia che le è stata promessa dal pacchetto all inclusive e che non è andata disattesa. l. è una nuvola che piove attenta e sottile, che sorride e che saluta una sconosciuta dal buio ché se non lo facesse rovinerebbe tutto. Poi ogni cosa ritorna pian piano alla sera che era: l. ritorna ai suoi fiori, e a quella tristezza interrotta, la strada rallenta e poi, quando la donna svanisce del tutto, resta ferma e anche l’oscurità si distende. Ecco, pensa l., forse ora resterò nella coreografia di un ricordo di questa donna, sarò tale e quale ad uno di quei suggestivi elementi di cui, tornata a casa, lei, la donna, parlerà ad un vicino così come allo stesso modo parlerà del finto pescatore che le ha cantato Fenesta vascia e dirà convinta what a spell! e dirà che lì, al sud, tutto è così suggestivo, tutto è ancora come in un film in bianco e nero, lì, dirà, le donne stanno ai balconi e i pescatori cantano alle donne canzoni d’amore, unbelievable! Io, pensa l., finirò in uno di questi ricordi come si finisce nell’inquadratura che era tutta e solo per un tramonto che è apparso bellissimo perché una nuvola sembrava disegnare la forma di un cuore e questo lo faceva speciale, un tramonto che nessuno aveva mai avuto, ma in realtà identico a tanti già veduti. Io, pensa ancora l., sarò lì così, e sbiadirò nel color seppia del racconto di quella volta che lei, una donna che già adesso è scomparsa alla vista di l., in un paesino del sud, in vacanza, passando di notte lungo una strada aveva guardato per caso su in alto, verso una terrazza, e aveva vista una donna che calmava la sete dei suoi gerani e con lei aveva scambiato la complicità di un saluto felice magic! unforgettable! dirà, ma ignorerà tutto di l., ignorerà la sua tristezza sfiancata che ogni sera s’impiglia nei gerani e ignorerà anche che l. avrebbe scritto proprio di lei, di questa storia che forse è accaduta, una storia che l. sta scrivendo proprio adesso, allineando parole che non sono state dette per farne una finzione o forse per farla accadere davvero, una storia che è una, ma con due trame, due vite ed entrambe imprecise. l. pensa che in tutte le storie, anche quelle che appaiono perfette, ce ne sia un’altra con un’anima buia che, come ogni anima, se ne sta nascosta come l’altro lato della luna, come un giardino che immagini soltanto dietro la grata di un cancello. l. pensa che per ogni storia che viene narrata ce ne sia almeno un’altra che tace. Qual è delle due quella reale?

2 pensieri riguardo “Gates: Per ogni storia ce n’è almeno un’altra”

  1. Credo che le storie nascano da qualcosa di “reale”, ma divenendo storie diventano altro. La stessa storia potrebbe essere narrata da infiniti punti di osservazione e cambiare totalmente la realtà che vorrebbe rappresentare, benché questa sia una. Narrare una storia vera non rende vera la storia.

    grazie e scusa il ritardo nel risponderti, mi era sfuggito questo tuo commento
    lisa

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