Gate: La Tempesta

 

r. è conosciuta nel suo ambiente come la Bulgara, ma r. è di Gragnano. r. ha i capelli biondi biondi ma sono tinti, gli occhi invece sono proprio così, di un verdeazzurro tanto insolito e particolare che sembra finto. Una volta una persona colta, un professore le aveva perfino detto che era uguale al verdeazzurro che si scatena nel cielo in tempesta del Giorgione. La mamma di r. quando r. era una bambina e aveva ancora i capelli neri la chiamava bell’uochie mie. La mamma di r. a volte le dava un bacio e aggiungeva c’ust’uocchie farai l’attrice. r. dopo tanti anni non lo sa ancora se era partita da Gragnano per il Nord perché ci aveva creduto o il suo era stato solo un atto di ubbidienza. r. al Nord ci era rimasta e alla fine aveva trovato anche un lavoro, e a Gragnano non ci era più tornata, di tanto in tanto telefona alla mamma le dice sto bene mamma faccio qualche particina, no mamma il mio nome non ci sta sulla locandina e a Gragnano questi film al cinema non li danno, e non glielo dice che dopo che ha finito il suo lavoro è così stanca che chiude gli occhi e dorme. r. non le dice neanche che a volte però si sveglia che le sembra di sentire qualcuno che la chiama col suo nome di bambina, e allora si mette a pancia insù e si ripassa nella testa il suono di quel nome così come l’ha sentito mentre dormiva. Una volta r. l’aveva detto ad un cliente che r. mica era il suo nome, mi chiamo f. gli aveva detto, mia mamma mi chiamava f.bell’uocchiemie, tutto attaccato, e lui le aveva detto che non gli importava, non m’importa le aveva detto tu sei la mia puttana. r. allora aveva chiuso gli occhi, spento la tempesta.

4 pensieri riguardo “Gate: La Tempesta”

  1. forse perchè ho abitato da quelle parti ,forse perchè mi sembra di ricordare un sogno che ho dimenticato
    forse il profumo di un bacio al di là del mare
    questo piccolo grande pezzo ha la leggerezza della grande scrittura
    un saluto carissimo
    c,

  2. caro carmine
    c’è un libro che amo tantissimo: La passeggiata di Walser, leggerlo mi ha insegnato che il modo della scrittura non è dissimile da una passeggiata solitaria se solo si riesce poi a dirlo con le parole. tu conosci questi luoghi dunque sai che il filo teso dalla realtà si lega spesso a quello del sogno e non si sa mai su quale dei due si sta cammninando,è con questo equilibrio precario che scrivo e… cado spesso dall’uno e dall’altro,

    grazie carmine

    lisa

  3. carissimo carmine ho letto, e tu sai quanto io ami il modo in cui a volte le cose vadano ad intrecciarsi per scioglierne altre, ritrovare una mia poesia in questo tuo omaggio ad un libro amato mi ha come rassicurata perché io credo che a volte si scrive ma ciò che si è appena scritto va ad appartenere già ad altro… e allora bisogna lasciarlo libero di andare.

    grazie davvero

    lisa

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