Gate : Non ho niente da dire

 

g. ha pensato alla morte molto spesso negli ultimi tempi. g. non ha alcun motivo di pensare alla morte, ma la morte arriva nei suoi pensieri, allora g., quando il pensiero della morte arriva, pensa a se stessa così lontana dalle cose che non riesce più a vederle. g. pensa allora che anche tutte le cose muoiono quando lei muore. g. ha tante cose solo sue che conserva gelosamente perché le ricordano un momento, qualcuno, ma oggi g. ha deciso di buttar via tutto, oggi ha capito che la morte è non avere più i ricordi, e quelle cose alla sua morte ritorneranno ad essere soltanto cose.
g. quando ha finito di buttar via guarda i due grandi sacchetti, dentro ci sono i suoi ricordi, ora sono lì ma continueranno ad incrostarsi ai pensieri nella sua testa. Anche la sua testa è un sacchetto, pensa g., e la morte lo butterà via. Sorride. Forse potrebbe scrivere un biglietto, solo poche righe, da lasciare agli altri. Così su di una busta scrive da aprirsi alla mia morte. g. pensa che è stato facile scrivere quelle cinque parole; la morte una volta scritta non le apparteneva già più. Poi g. resta a lungo a fissare il foglio bianco senza trovare nulla da dire, come se tutte le parole fossero solo in quei ricordi ora accatastati alla rinfusa e costretti nel biodegradabile buio, e lì soltanto ne conservassero il senso. Allora g. scrive non ho niente da dire. In basso aggiunge p.s e poi il suo nome. Infila il foglio nella busta, lecca con cura la colla e richiude la busta con la leggera pressione della mano chiusa a pugno.

3 pensieri riguardo “Gate : Non ho niente da dire”

  1. allora mi sono letto di un fiato tutti i GATE. e credo iniziando da qui di aver iniziato dal più raffinato. in senso chimico. quello venuto dopo gli altri e che dopo gli altri traccia un solco più intenso.

    sul così breve puntando tutto sulle nocciolo della questione con solo una chiusura descrittiva hai toccato qualcosa a mio parere. sul così breve misurando tutto come in una poesia e togliendo ogni parola non necessaria hai raggiunto un po’ di realtà. bello.

  2. L’idea dei cancelli mi frulla in testa da un paio d’anni, ma non riuscivo a trovare il passo giusto per metterla in parole finché queste brevi prose sono venute fuori fluide, guardavo le foto che avevo scattato e le parole nascevano.
    In verità ero curiosa di sapere cosa passasse nel lettore delle mie intenzioni, e mi fa piacere leggere questa tua breve analisi perchè quello che tu cogli è la direzione che intendo percorrere. La serie è ancora incompleta…ma non c’è alcuna fretta.

    grazie

    lisa

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