Dediche : Carmine Vitale- Alcune cose


 

                                                             a c.v.
     41- Quando una nuvola dimentica, la distanza aumenta-       
                                     (89 nuvole- Mark Strand)

La costa cilentana da qui, da qui dove io vivo, appare come una lingua di terra che frastaglia in parte l’orizzonte, ma non sempre. Qui, qui dove io vivo, si dice che quando si staglia netta sulla linea del mare e scomoda di sottili punte l’azzurro del cielo, il maltempo sta per arrivare e, se è così,  allora la sua linea elegante scompare dietro le nuvole basse e gonfie per riaffiorare confusa nell’aria satinata, quando poi schiara, quasi fosse avvolta nella precarietà di un sogno.
Qui, qui dove io vivo c’è un modo di dire che di tanto in tanto mi capita di sentire e che credo abbia le sue radici nell’identità principalmente marinara che avevano un tempo questi posti : “sto n’ terra X”. Questa espressione dialettale, in verità sempre più rara, sta a significare “sono a X” . Suppongo che un tempo il riferimento alla terra trovasse il suo senso nell’approdare. Si toccava terra, la terraferma e sicura, e quando l’approdo coincideva col ritorno, terra era casa.
Ecco, se dovessi provare ad esprimere ciò che contraddistingue la poesia di Carmine Vitale ne cercherei un modo in questa dicotomia che è compresa nel senso di terra in questa sua natura vaga instabile mai certa, eppure solida concreta e, sebbene momentaneamente, rassicurante sotto i piedi del vivere.
Il libro di Carmine Vitale “Alcune cose” me lo sono trovato fra la posta proprio nel giorno in cui ero in partenza per Milano. Ho aperto il pacchetto e mi sono ritrovata a fissare una faccetta di bimbo. Avrei letto poi che quel visetto è quello di Carmine sul quale, nella saturazione del bianco e nero, sembra stendersi un po’ di adulta responsabilità e un po’ di broncio insieme fusi, come per dire- ok, scattiamo questa foto ché devo poi continuare nelle cose mie -.
E le “cose” , alcune, che Carmine appunta in questa sua raccolta sembrano essere state strappate all’approssimazione, al caos dentro il quale spesso esse svaniscono per distrazione, per stanchezza, per resa chissà, e lui le annota ancorandosi a quella stessa rigorosa schiettezza, alla terribile ma chiara tenerezza con cui i bambini si guardano intorno.
Ma la poesia non può non fondere nei versi la grazia dello sguardo alla fatica della solitudine, perché anche le “cose”, alcune, non restano mai chiuse in camere stagne. Quelle “cose” somigliano alle nuvole. Sono minacciose a volte, poi si assottigliano, alcune sembra di toccarle, altre si dileguano, senza che si abbia la forza o il coraggio o abbastanza amore per trattenerle, ma comunque sia forse l’unica cosa che veramente conta è non dimenticarle.
Ridurre questa distanza fra memoria e il presente,  e per farlo continuare a travasare l’una e l’altro nel quotidiano , anche quando questo si sgrana nelle sue cose minime, semplicemente, quasi inosservato, in cui forse anche scrivere una poesia non è poi così diverso dall’uscire di casa per buttare la spazzatura, è quello che contraddistingue il narrato dei versi di “Alcune cose” al quale si alternano i tratti degli sbuffi di nembi, delle frange di cirri e dei gonfi stratocumuli, quella tentazione alla speranza che fa credere che se qualcosa la si dice a voce alta forse cambia, forse si avvera.
A Carmine poi scriverò ringraziandolo del suo regalo, della dedica e gli dirò solo che avendo letto alcune delle sue poesie mentre ero in volo nella tratta Napoli- Milano mi era parso di riportarle a casa.

Alcune cose – Carmine Vitale- L’Arcolaio Editrice

4 pensieri riguardo “Dediche : Carmine Vitale- Alcune cose”

  1. Come sempre non so come ringraziarti per la stima che mi porti.
    é un grande piacere e onore per me.

    grazie anche per il rimando nel tuo blog

    lisa

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