H2O


Mio caro amore

ieri sera mentre come ogni sera tiravo giù le persiane
ad un tratto mi sono fermata
presa dal dubbio che fuori la sera fosse un errore
come quando all’improvviso qualcuno chiama
e invece il tuo pensiero è già nella quiete che rabbuia i vetri
già nello stand-by del     
–un altro giorno è andato-
era sera, dov’era finito il resto che faceva intero il giorno?
e perché non ti ho pensato, a parte  quell’attimo minuto
quando guardandomi allo specchio dopo aver lavato il viso
tamponavo la poca anima che restava?

Se n’erano andate le ore, aggrovigliate, prese nell’angustia
di trovar parole, metterle giù belle come fossero nuove,
venute chissà da quali forme, lontane e sconosciute,
e altre ne avevo lette
ed erano perfette, lisce come uova, creature atomizzate
che entravano nei pori
che con le mie formavano instabili molecole col fare quotidiano.
È questo quello che noi chiamiamo tempo? è
questa lotta chimica fra elementi?
è dunque così che va anche l’amore?
anche il suo è solo un essere nella dispersione
proprio come queste microscopiche guerre in cui a sera
scopriamo che qualcosa è andato perso?
A.  tempo fa cercava di spiegarmi che l’amore
è questione di ore e di parole,
che bisogna metterne in fila milioni, shakerarle
per farne la densa abitudine del volersi bene per potersi poi toccare
senza il rischio di svanire, dimenticare
la sua era una specie di teoria decisionale, una strategia
per ottimizzare i risultati,
chessò una curva gaussiana per cuori solitari
in cerca dell’anima gemella,
e mi diceva anche che il mio invece
era solo un passatempo del destino
o tuttalpiù un inutile farsi del male.
Non so. Oggi sono andata vicino al mare,
sono rimasta a lungo a guardarlo,
le onde erano sottili barricate di molecole d’idrogeno e di ossigeno
e altre su in cielo
aspettavano di raggiungerle. Hai mai pensato tu al mare
come resistenza? io credo che ci sia un modo d’amare liquido
che in ogni istante,
qualsiasi cosa accada e ovunque, non perde la sua natura, io credo
che ci sia una ostinata lingua bipolare e atlantidea
che sopravvive ai disastri in cui si muove il tempo
ed è con questa che t’amo anche quando non ti penso,
anche se tu non m’ami, anche se domani anch’io avrò smesso di amarti,
anche se non ho parole da dire e questa è l’ultima lettera che io ti scrivo.

2 pensieri riguardo “H2O”

  1. eh rodolfo…il mio è un training perenne. l’unica cosa che non mi è chiara è a quale tipo di gara io debba partecipare e chi siano i miei reali avversari…:-)

    ciao
    grazie
    lisa

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