Elizabeth Alexander : Praise Song For The Day

alexander

 

Each day we go about our business,
walking past each other, catching each other’s
eyes or not, about to speak or speaking.

All about us is noise. All about us is
noise and bramble, thorn and din, each
one of our ancestors on our tongues.

Someone is stitching up a hem, darning
a hole in a uniform, patching a tire,
repairing the things in need of repair.

Someone is trying to make music somewhere,
with a pair of wooden spoons on an oil drum,
with cello, boom box, harmonica, voice.

A woman and her son wait for the bus.
A farmer considers the changing sky.
A teacher says, Take out your pencils. Begin.

We encounter each other in words, words
spiny or smooth, whispered or declaimed,
words to consider, reconsider.

We cross dirt roads and highways that mark
the will of some one and then others, who said
I need to see what’s on the other side.

I know there’s something better down the road.
We need to find a place where we are safe.
We walk into that which we cannot yet see.

Say it plain: that many have died for this day.
Sing the names of the dead who brought us here,
who laid the train tracks, raised the bridges,

picked the cotton and the lettuce, built
brick by brick the glittering edifices
they would then keep clean and work inside of.

Praise song for struggle, praise song for the day.
Praise song for every hand-lettered sign,
the figuring-it-out at kitchen tables.

Some live by love thy neighbor as thyself,
others by first do no harm or take no more
than you need.
What if the mightiest word is love?

Love beyond marital, filial, national,
love that casts a widening pool of light,
love with no need to pre-empt grievance.

In today’s sharp sparkle, this winter air,
any thing can be made, any sentence begun.
On the brink, on the brim, on the cusp,

praise song for walking forward in that light.

Praise Song for the Day- (Graywolf Press, 2009).

 

Canto di elogio per il giorno.

 

Ogni giorno andiamo per i fatti nostri,
incrociandoci, attirando i nostri sguardi
oppure no, sul punto di parlare o parlando.

Tutto intorno a noi è rumore. Tutto è
rumore e rovo, spina e frastuono,
ogni nostro antenato sulle nostre lingue.

Qualcuno sta cucendo un bordo,rammendando un buco
in un uniforme, rattoppando un pneumatico,
riparando le cose che devono essere riparate.
Qualcuno sta cercando di fare della musica in qualche posto
con un paio di cucchiai di legno su un bidone di benzina,
con un violoncello, uno stereo,un’armonica, la voce.

Una donna ed suo figlio aspettano l’autobus.
Un contadino scruta il variare del cielo;
Un insegnante dice, Prendete le vostre matite. Iniziate.

Ci incrociamo nelle parole, parole
affilate o delicate, bisbigliate o gridate;
parole su cui riflettere,e riflettere ancora.

Attraversiamo strade sterrate e autostrade che sono il segno
della volontà di qualcuno e poi di altri che hanno detto,
Devo vedere che cosa c’è dall’altro lato;

So che c’è qualcosa di meglio lungo la strada.
Dobbiamo trovare un posto in cui siamo al sicuro;
Sbattiamo in ciò che non possiamo ancora vedere.

Ditelo chiaro, che molti sono morti per questo giorno.
Cantate i nomi dei morti che ci hanno condotti qui,
che hanno posato i binari dei treni, hanno alzato i ponti,

raccolto il cotone e la lattuga, costruito
mattone dopo mattone gli scintillanti palazzi
che avrebbero poi tenuto pulito e in cui avrebbero lavorato.

Canto di lode per la lotta; canto di lode per il giorno.
Canto di lode per ogni cartello scritto a mano;
Capirlo intorno ai tavoli della cucina.

Alcuni seguono Ama il tuo prossimo come te stesso,.
Altri sopra a tutto non fare del male, o non prendere più
di quello di cui hai bisogno.
Quale se la parola più potente è amore?

Amore al di là di quello coniugale, filiale, nazionale.
Amore che getta un sempre più ampio specchio di luce.
Amore che non ha bisogno di prevenire il dolore.

In questo nitido fervore, quest’aria invernale,
tutto diventa possibile, ogni frase può essere iniziata.
Su un bordo, sul ciglio, sull’apice,

canto di lode per camminare verso quella luce.

Trad. lisa

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