Sottrazione d’autunno

 

Meno foglie meno verde
meno luce meno voci
e nell’aria, il solito resto del tempo

Autumn subtraction

Less leaves less grass
less light less voices
and in the air, the usual rest of time

4 pensieri riguardo “Sottrazione d’autunno”

  1. Mi ha sempre incuriosito il metodo che usi nella scelta delle immagini. Ossia, ho il dubbio che tu scelga le parole in funzione di esse;-)
    Ciao, lisa

  2. rodolfo probabilmente sarò un po’ lunga ma mi fa piacere soddisfare la tua curiosità.
    Se escludo la “raccolta” de “Le stanze invisibili”, in cui cerco d’interpretare ciò che vedo e quindi le parole nascono dalle immagini, per gli altri testi non è così.
    Ho una cartella dove conservo le immagini in cui mi capita d’imbattermi, a volte di pittori a me sconosciuti.Se mi colpiscono particolarmente di quello stesso pittore cerco altre immagini e notizie ( fra gli ultimi ad esempio c’è Register,peccato che in rete non c’è molto). Al momento di mettere un pezzo nel blog sfoglio quella cartella e se c’è qualcosa che mi sembra che corrisponda l’utilizzo,oppure provo a cercare. (non chiedermi i percorsi che faccio ché sono i più disparati, alcuni mi sembrano aderire perfettamente al testo, altri interpretano una sua sfumatura e così via) Non è semplice, almeno non lo è per me, a volte rinuncio ad inserire un pezzo perché non trovo niente di adeguato. È sciocco dirai, ma ormai all’interno del blog si è creata una sorta di simbiosi fra me,le parole e le immagini, anche se sono cosciente che l’immagine abbinata ad un testo in un blog ha vantaggi e svantaggi poiché funge da richiamo ma anche distoglie dal testo. Rinunciarvi, però mi sembrerebbe come rinunciare a qualcosa che mi sta insegnando molto. Leggere un quadro in fondo è come leggere un libro.
    Dunque questo è un po’ quello che faccio.
    Ora una piccola curiosità proprio su “Azzurro” di Nicola Simbari. Fino ad un paio di mesi fa non ne sapevo nulla. Poi a New York mi sono fermata a guardare una vetrina di una galleria d’Arte. Ad attirarmi era stato un grande quadro che raffigurava lo scorcio di una barca su cui era seduta e in primo piano una donna (look anni ’60) e un giovane uomo. Sullo sfondo un tratto di costa molto simile alla mia, così come la forma della barca richiamava quelle delle “lanze”, ma soprattutto la luce era quella di un Sud familiare, quella che c’è in certi giorni di tramontana. Era molto molto bello, e credo anche molto molto costoso, lo dedussi poiché suo compagno di vetrina era un Degas.
    Ho annotato il nome sul mio taccuino( ti concedo il sorriso). Quando sono rientrata in Italia l’ ho cercato su internet. Ed eccolo. Nicola Simbari, calabrese e molto apprezzato in Europa ma soprattutto negli Stati Uniti. Questa immagine l’avevo conservata nella mia famosa cartella…e non so…mi sembrava proprio giusta, quel ramo scarno, quell’azzurro che resta…ecco,per me era quella.
    ciao rodolfo
    lisa

  3. L’immagine mi ricordava, pensa un po’ una cartolina del mio salento che avevo spedito l’estate scorsa. Questo mi ha colpito. Ed è molto bella da tutti i punti di vista. C’è un po’ di malinconia che la accomuna ai versi…
    ciao, lisa

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