Bye Bye baby

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Solo quando sarò vecchia,
vecchia di tutti gli anni che mi sono spettati
allora potrò parlare di questi posti.
La mia faccia sarà percorsa da sentieri sbrecciati dal tempo
incisi come questa terra di roccia lo è dal vento.
Saranno viottoli in salita per dita dissolte o
troppo stanche per andare e
dalla mia pelle sottile
quasi trasparente
trasuderà l’anima che ne avrò ricevuta:
avrà profumo di mare e di limoni.
Quando ne parlerò sarà iniziato già l’inverno
avrò calze di lana pesante a coprire le gambe magre
asciutte ormai da ogni tensione.
Sarò seduta su questa poltrona verde
e la finestra sarà chiusa e le tende ben accostate
perché non avrò più bisogno di guardare
né per dire e né per ricordare
Le luci saranno spente
ci sarà buio e silenzio
e in quel silenzio la mia voce sarà strada
e sarà racconto e
inizierà nel calore di un braciere
nella cenere smossa nel gesto antico che ondula le zolle
ci sarà lo sfrigolio delle bucce di mele e di arancia
l’aroma dolciastro appiccicato alle pareti
e ci sarà una stanza
i grandi balconi, e leggere tende di lino bianco
aperte in un canto muto ad ogni giorno di vento.
Ci saranno i suoni dei passi
io bambina
il picchè rosa che si gonfia in un salto
la nota cristallina della mattonella sconnessa
la quinta da destra sulla quarta fila,
la stessa nota che stasera intona “Bye Bye Baby…”
con lo stesso cancro d’amore di allora.

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