Giallo

i-girasoli.jpg

Non mi piace il giallo. È un colore che non indosserei mai. È un colore che aggredisce, sfacciato e prepotente. Ci portiamo addosso una sua idea di luce solo perché da bambini ci piaceva disegnare lune stelle e soli calcando strati e strati di pastelli gialli sopra il foglio, ma se dovessimo ritrovarli adesso di quelle luci astrali rimarrebbero solo grandi vuoti lasciati dall’innocenza dell’infanzia.
Se vado a ripescare nei miei ricordi c’è un solo vestito a righe gialle e blu. Avevo più o meno undici anni e il vestito mi era stato comprato in occasione della prima comunione di mia cugina. Di quell’abito ciò che mi rimane è il giallo che spegneva il blu, la sua invadente presenza sulla calma timida e discreta del blu. Il blu ero io, il giallo una forza oscura che voleva strapparmi agli angolini delle mille contraddittorietà dei miei tenebrosi undici anni.
Non ricordo di aver indossato molte volte quel vestito, ma negli anni che seguirono il mio “periodo blu” si affermò con decisione. Il total blu fu la mia divisa per anni: jeans, pullover e giaccone marinaro in inverno, questi ultimi sostituiti da una magliettona blu in estate. Naturalmente anche nel maglione e nella giacca il mio corpo, in fase di mutamento adolescenziale, era completamente mimetizzato dal taglio sempre un po’ troppo abbondante e prettamente maschile di quei capi d’abbigliamento.
Il giallo in quegli anni di solitaria introspezione rifece una breve apparizione attraverso le sembianze di mia cugina, adolescente inglese, le sue minigonne e lo psichedelico “Yellow submarine” dei Beatles e, fugacemente nel giallo mesto del “vov”, liquore a base di uova, marsala e alcol che mia nonna preparava in casa e dal quale noi ragazzi di nascosto traemmo i primi piaceri alcolici .
L’anelito della rivoluzione attraversò la mia vita come una folata annusata di riflesso nella ribellione di mia cugina che, costretta da mio nonno a comprare qualcosa che almeno le arrivasse al ginocchio, allestiva per protesta piccoli riti, processioni con tanto di candele ardenti e immaginette dei Fab Four nei corridoi dell’albergo del nonno. Il tutto era accompagnato dalle note di “Srgt Pepper” e la marcetta , stupida se vogliamo, di Yellow Submarine. Inutile dire che io, più piccola di qualche anno, la seguivo affascinata e diffidente in egual misura.
Presto però la magia della Costiera s’insinuò nelle sue vene. Il giallo sbiadì tra le lune rosse, le rotonde sul mare e qualche amore italiano, le gonne furono sostituite da pratici pantaloni e dalle gonnellone stile Postano. Le note pacifiste e tutti i sogni di quella gioventù tanto romantica quanto ingenua si spensero nelle mille altre guerre che seguirono e il giallo che sventolava come una bandiera di protesta dentro i cuori svelò il suo bluff e il suo deludente vero colore.
Il giallo è un colore parassita. Cerca forza rubandola all’equilibrio degli altri colori. Prendete una margherita. Cosa sarebbe quel suo buffo e goffo bottone giallo senza la leggiadria e la perfezione di quei petali bianchi?
Giallo è effimero come un campo di grano che ondeggia giusto il tempo di pavoneggiarsi al soffio del vento per poi lasciare il suo posto all’aridità delle stoppie.
Sì, il giallo non mi piace. Ha dentro di sé qualcosa di minaccioso, di malvagio. Lo penso ogni volta che mi capita di guardare l’immagine de ” I girasoli” di Van Gogh che nella pienezza delle loro sfumature e nella danza delle loro forme concretizzano, materializzandolo nel disegno, l’astrattismo di uno sguardo. Quelle corolle sembrano spingerci in modo inquietante oltre quella loro bellezza prepotente fino a giungere al male celato dietro essa. Un po’ come leggersi dentro.
Sembrerà strana questa mia idiosincrasia per questo colore, simbolo della mia terra. Ma per me il giallo dei limoni non è un colore. È un profumo, è l’asprezza di un sapore che si unisce all’odore dolce del mare. Il giallo non è che un timido riflesso, l’abbaglio di una luce nascosta, l’inganno di una tenerezza che si scorge appena in mezzo a tutto il resto.

2 pensieri riguardo “Giallo”

Grazie della lettura! Ora se vuoi lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...