Pensavo alle cose come intere.
Pensavo ad una loro nascita e ad un loro finire
improvviso e definitivo.
Ma non è questo ciò che accade,
ovunque ci sono invisibili crepe
e ovunque qualcosa cede, pezzi mi lasciano
ancora prima che io diventi vuoto.


Volevo parlarti delle mie mani,
o dell’amore,
                       forse delle mani e dell’amore insieme,
ma una mano se n’è rimasta nel tuo letto, ferma
in una carezza che non ti ha mai sfiorato
e ora la sola cosa che potrei dirti è che ogni volta
che cerco di stringere qualcosa, di averne cura, questa
mi cade in terra e va in frantumi e poi mi dico
                     – non valeva niente-
e, sai, anche un piede ha preferito rimanere lì,
trattenuto forse ingoiato da un buco nel tempo e
adesso cammino lenta
e se ora qualcuno me lo chiede
dico una bugia - che sono stanca di andare, che non ho più tanta voglia
di sapere quanto grande è  il mondo, che non ho tempo -
e credo, anzi ne sono certa, che in qualche angolo
della tua stanza ho lasciato anche la mia bocca
perché mi accadono cose strane come sentire che
i capelli, le mie unghie, l’incavo del ginocchio hanno voglia di baciarti
o cose riemergono dal fiato e  io non credevo di saperle,
suoni inediti, parole come prendisole
e passo ore e ore a chiedermi dove l’avevo dimenticata
e perché mai non ho saputo dirla.
È questo ciò che accade sulla terra, pezzi
di me mi abbandonano
per starsene nascosti e senza un senso chissà dove
ed è per questo che l’unico modo per dirti delle mie mani
o dell’amore,
                          forse delle mani e dell’amore insieme,
è in questa altezza assurda
che solo certe nuvole e gli aeroplani sanno avere
con un buco nello stomaco e
con i piedi che spingono verso il basso
accelerando il tempo indietro
nell’aria rarefatta
e con ancora le mani che quasi toccano la pelle
dei cumuli e dei nembi
proprio lì, dove la pioggia era rimasta ferma, aspettando di cadere,
è questo l’unico modo:
scrivere dentro questa distanza enorme e immacolata e vuota
che forse neanche esiste, scrivere
un intero libro di parole che lascio incomplete fin dall’inizio
per la stessa ragione per cui è così eccezionalmente
difficile scrivere libri per l’America,
e anche ora che vorrei dirti
di questa unica mano che mi resta e dell’amore insieme
è come l’America, è tale e tanto, è l’oceano:
semplicemente come l’oceano
che non puoi mai levarti dalla testa