
Sono le cinque del mattino. Sono sveglia già da un po’. Tanto vale alzarsi. Dopo aver fatto colazione esco sulla terrazza a fumare. Quest’ora che precede di pochi attimi l’aurora ha sempre un fascino tutto particolare. Innanzi tutto la luce, che ha una sfumatura metallica, e da questa luce le cose emergono una alla volta come in un appello di caserma : motorino, ragazzo con uno strano cappellino colorato, mano che apre una finestra, uccelli che, come guidati da un direttore d’orchestra, attaccano a cinguettare tutti insieme, il mare poi, è una lastra zaffiro, non sembra neanche d’acqua tanto è fermo e compatto, in nessun’altra ora è così. Distanti sento dei passi. Da principio non capisco perché il loro suono ogni tanto s’interrompa, poi la vedo spuntare. È una signora di poco oltre la mezza età, gonna a fiori, lunga camicia verde, capelli tinti e leggermente ricci che vanno sul biondo rossiccio. Anche lei fuma una sigaretta. Nell’altra mano ha una busta di plastica in cui con cura ripone le talee di gerani che, con destrezza e con una naturalezza disarmante, sta recidendo dalle piante dei bar del Corso. La sigaretta le pende dalla bocca mentre usa la mano destinata a reggerla. La guardo inebetita, lei continua anche se si è accorta della mia presenza, la guardo mentre spezza rapida i rametti selezionando le diverse tonalità dei fiori. Li taglia qui e là, nessuno si renderà conto del malfatto. Pochi attimi ed è già sparita alla mia vista.
Si dice che la civiltà di un Paese si vede dalle piccole cose. Allora perché mi meraviglio? In fondo qui ad essere rubata è solo la bellezza alla mia alba.
Si dice che ci sia una certa somiglianza fra i cani e i loro padroni. Non so se questo valga anche per le piante e chi ne ha cura. I miei gerani sono verdi e rigogliosi. Hanno foglie carnose e turgide. Sarebbero belli se non fosse per il fatto che sono del tutto privi di fiori. Li guardavo stamattina e pensavo che in fondo rispecchiano, nel loro non essere gerani, il mio rapporto sia con ciò che sono sia con ciò che scrivo . La loro è un bellezza, semmai ne possedessero oggettivamente l’essenza, sterile e incompiuta, non viene fuori, resta solo presunta per convenzione ma non lascia niente. D’altra parte io stessa ai gerani chiedo almeno di essere gerani, sennò è solo erba.


2 comments
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Giugno 28, 2009 a 12:14 am
iltrenoavapore
da tempo manco da tutto, però fumo… esco sulla terrazza a fumare
mi piace leggerti e salutarti stanotte. io non so nulla della bellezza né certo so definirla. mi piacciono i tuoi martini, e stanotte i gerani: solo erba o solo alccol veramente non importa. che (mi) piacciano (mi) fa bene. e tanto basta.
se posso, un abbraccio
mario
Giugno 28, 2009 a 11:19 am
lisa
mario grazie.
neanche io so cosa sia la bellezza.o forse è semplicemente un atto privato e ognuno ha la sua e un proprio modo di cercarla o vederla.
grazie del tuo passaggio.
lisa