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“Signora Madre, è notte fonda, mi sono alzata e sono venuta a scrivervi”.
L’incipit di “Stabat Mater” è perfetto. Con tredici parole l’autore introduce il lettore a quelli che saranno gli elementi strutturali su cui il romanzo è costruito: un Io narrante femminile, la condizione in cui questo personaggio si muoverà, che è quella del buio della notte piena e degli ambienti, la forma che il personaggio userà per narrare e narrarsi, quella epistolare. Inoltre il “Signora Madre” e il voi con cui la voce narrante alla madre si rivolge indicano un contesto temporale non contemporaneo, così come il linguaggio semplice lascia intuire che a scrivere la missiva è una giovane donna, la cui inquietudine è presto svelata. “ Tanto per cambiare anche stanotte l’angoscia mi ha preso d’assalto”. Così prosegue in quella che sarà la prima delle lettere che andranno a susseguirsi , e che saranno così strettamente legate l’una alle altre tanto da tradursi quasi in una unica lunga missiva. Read the rest of this entry »


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