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Il crespo del mare,
scivola
come balsamo d’immaginario
sulle parole
e scioglie
i nodi
di attimi di un nostro presente.
Poi riposa il vento.
Il mare
è
mare:
la sua negritudine
emarginata
in-compresa
proiettata.
Sulla riva
le nostre ossa.
A volte quando scrivo
ho il dubbio di adattare la realtà alla poesia
di farlo solo per non smentire le teorie. Allora
vorrei chiederle
di scattarmi una fotografia
solo per vedere chi ero mentre scrivevo,
se la solitudine avesse accanto a me
una qualche forma vera
come nei ristoranti
un tavolo con una sola sedia
ma nessuno mi risponde
e il dubbio che la realtà non fosse
in quel momento
resta impresso nella poesia del tempo
che c’è fra la mano e la parola,
ma allora cosa è poesia?
Segue il controcanto di Apolide che offre a me e a questo blog un suo corsivo. Read the rest of this entry »

La morte per me è qualcosa che si attraversa,
non ci si arriva come in un posto
dove ti guardi intorno e poi
presa da un’emozione
come di un tramonto
spedisci a qualcuno scelto a caso dalla memoria
una cartolina di un cielo, di una collina,
di una rovina antica
solo per dirgli -sono qui, presto ritorno -
eppure
la morte nei poeti è come già un ricordo
disperata e muta della propria assenza.
È una prova generale in cui si è controfigura
mentre la morte continua altrove con un altro nome
![]()
( Nella stanza le donne vanno e vengono
parlando di Michelangelo)
T.S Eliot
Non so se fosse solo un sogno strano o la molestia
di un pensiero al buio:
il titolo mi annunciava
che sulla base del consumo degli incontri
degli affetti e si sospetta addirittura degli amori
era scaduto il termine di ogni notizia,
che si attendevano fatti nuovi
nuove guerre, il risvolto non previsto della morte,
al più presto
una catastrofe naturale che riaccendesse il gusto
della miseria, gli animi, e gli ascolti o
che almeno si ristabilisse l’ordine bi-polare
dei pro e i contro le teorie
ma soprattutto - l’istante era già vecchio-
perché s-caduto dalle pagine
quello che c’è
già non esiste, e dunque, intanto
si poteva tornare tutti a dire come di poesia
e a far finta di essere felici.

Io in una camera d’albergo ci sono nata. La numero 16. E sotto c’era il mare. Mi è sempre piaciuto pensare che l’appuntamento fra quell’evento insolito e il mare avesse un significato, che in qualche modo dovesse incidere sul corso della mia esistenza,o forse che la mia stessa esistenza potesse essere la ricerca di quel senso. Ma questo ancora non lo so. Ora quella camera è un ristorantino dal romantico nome “Rendez-vous”. Appuntamento. Anche “Autoreverse “sembra segnato dagli incontri. Read the rest of this entry »

T’amo.
Ed è poesia.*
* Questa poesia d’amore
somiglia all’amore:
come l’amore finisce al primo capoverso
la si può imparare a memoria
ripeterla come un mantra
o dimenticarla dopo un istante

Rosso
[...] I like the idea of different
theres and elsewheres, an Idaho known for bluegrass,
a Bronx where people talk
like violets smell. Perhaps I am somewhere patient, somehow
kind, perhaps in the nook
of a cousin universe I’ve never defiled or betrayed
anyone. Here I have
two hands and they are vanishing [...]
(Bob Hicok)
Ma la presenza non è un concetto che può essere racchiuso, non è un elemento unitario del proprio essere. Di presenze ce ne sono due ed entrambe hanno confini indefiniti e continuamente variabili. Read the rest of this entry »

I colori
È quasi intensa, netta, l’eccitazione di quel momento di determinazione, limpido e controcorrente al flusso confuso estivo, che è strano sentirsela ancora dentro ora e, quasi calda come un rossore sulle guance, ora che è un inverno così pieno, riagguantarla per un lembo come quando si ha un pensiero bello che fuggirebbe via se non lo scrivi subito perché quando poi vorresti farlo non c’è già più, e tutto quello che riesci a ricordare è che -era bello- ma non sai dire più il perché. Read the rest of this entry »

Ma nel silenzio che imbruna
dico lettere agli amici
come memorie
di me
che non sono
mai accadute(?)

Si parla ormai per anomalie
Onde gigantesche di parole
a ri(s)coprire tutto:
la temperatura globale sale
s’infiammano le ideologie,
a est e a ovest fumo che sale.
Poi arriverà la stagione bella
o solo il fresco di un lenzuolo
come foglio bianco
o un pensiero di lino
e anche il grande caldo
sembrerà nomale


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