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To A Pilot
When next you circle
in your chopper
over Jenin,
pilot, remember the children
and old women
in the homes at which you fire.
Spread a layer
of chocolate across your missile,
and do your best to be precise –
so their souvenir will be sweet
when the walls start to fall.
Aharon Shabtai – da: (J’Accuse)
Ad un pilota Read the rest of this entry »

Perché è così con la poesia. Capita di leggerne una.
E vorresti dirlo a qualcuno. Allora ne scrivi una.
Perché è così con la poesia. Capita di scriverne una
come se fosse un far rumore,
o un numero di telefono col telefono che squilla a vuoto,
e non t’importa, o bussare senza un motivo
alla porta di qualcuno a cui vuoi bene, dirglielo
senza un suono. Come se fosse già ieri, o domani.
Scriverla senza la misura degli occhi.
Lasciarla finire come finisce una corda

Improvisation On A sentence by Poe
“Indefiniteness is an element of the true music.”
The grand concord of what
Does not stoop to definition. The seagull
Alone on the pier cawing its head off
Over no fish, no other seagull,
No ocean. As absolutely devoid of meaning
As a French horn.
It is not even an orchestra. Concord
Alone on a pier. The grand concord of what
Does not stoop to definition. No fish
No other seagull, no ocean-the true
Music.
Improvvisazione su una frase di Poe
“L’indefinito è un elemento della vera musica”
Il magnifico accordo di ciò
Che non si piega alla definizione. Il gabbiano
Solitario sul molo che stride il suo intercettare
Sopra nessun pesce, nessun altro gabbiano
Nessun mare. Come del tutto privo di significato
Come un corno francese.
Esso non è certo un’orchestra. Accordo
Solitario su un molo. Il magnifico accordo di ciò
Che non si piega alla definizione. Nessun pesce
Nessun altro gabbiano, nessun mare- la vera
Musica. Read the rest of this entry »
Grazie e…





Dovremmo smetterla io e te con questi incontri clandestini,
con questo parlare fitto fitto
per poi lasciarci come due bimbi insoddisfatti,
delusi per avere aperto il gioco,
e dentro?
nessuna meraviglia, nessun mondo liscio
solo ingranaggi e meccanismi
e la stessa gara di sempre con l’ego del tempo.
Dovremmo smetterla di esplorarci con questa lente:
io che per te arrivo a dire - ala- ed è una ciglia
tu invece che tempesti dentro, sbatti,
plani fuori da ogni logica
e poi ricadi, poco più in là,
ciglia.
Dovremmo dirci -a mai più incontrarci-
bruciare tutti i calendari, dimenticare i nomi delle strade
o seguire nel forse la stessa strategia del disamore
che rima questo tempo, incontrarci e non lasciare traccia.

Alle soglie dell’adolescenza la XIII edizione di Cartoons on the Bay lascia la sua baia, la nostra baia, per trasferirsi sulle nordiche coste liguri: Rapallo e Portofino l’accolgono a braccia aperte.
È proprio vero che la nostra è una storia che si ripete. Proprio non sappiamo inventarne altra, la nostra rimane una storia senza trama fatta solo di incipit e di finali. Read the rest of this entry »

Blue
Love comes over me
like someone who walked
away and left her white dress
with the little blue flowers
behind. Behind, behind
going into the future
radiantly naked. What am I
to do with it? Put it on?
I don’t wear dresses. I love
what’s inside them. But
this one’s so sad and alone
I’ll just let it lie
awhile on my chest,
against the curve of my arm
and just let blue flowers be
blue.
( Jack Hirschman) Read the rest of this entry »


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