Il giorno che ho letto una mia poesia,
c’erano solo le mie scarpe
e almeno dieci sigarette nei polmoni
tutto il resto è evaporato nell’aria
in una solitudine immensa
di pietra cava
ma era luglio
(o dicembre),
ed era sera
e in luglio
( o settembre)
il buio che spegne il giorno
fa lo stesso suono
e anche i luoghi. si confondono
nelle ore
e quel giorno che giorno era? era un’isola?
una città?
una casa?
la mia stanza?
la mia voce trattiene ancora la poesia
come una stella scaduta già da tempo
(non ricordo se nel ‘74 o nel 2000)
e comunque era abbastanza.
Cadeva, ma non era cadente.



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