Più o meno un anno fa ho terminato di scrivere questa cosa. Da allora il suo destino ha preso uno strano verso in cui si avvicendavano stati nebulosi ad altri più limpidi, e in cui la direzione che avrebbe preso non era mai certa. Ora credo che sia giunto il momento di “lasciarlo andare” per essere coerente con quello che spesso mi son ritrovata a dire ad amici e amiche che, come me con “La dislessia delle cose” ,finivano col trattenere a tempo indeterminato alcune cose scritte, mescolando in un ambiguo unico sentimento  un senso di fallimento a quello di sereno appagamento.
In parte l’ho già proposta qui, e il suo “destino senza alcun destino” è un altro piccolo tassello nella mia esperienza nel mondo della poesia da cui ho imparato qualcosa. 

 

LA DISLESSIA DELLE COSE