Quando si sedette al tavolo del bar spostò il posacenere da qui a lì. Ebbe cura
di farne combaciare un lato, quello con la scritta “MoKA”, con la linea
d’ombra netta del tendone che divideva il tavolino in due.
Il bianco scintillante di MoKA smise il suo brillare scomposto e si spense.
Bevve il caffè e rimase per qualche minuto
ad osservarsi i piedi. Cercò di tenerli perfettamente immobili,
finché le divennero estranei
come se non le appartenessero. Svuotati da se stessa.
Poi spostò la tazzina vuota da qui a lì
dove il sole batteva nitido. Guardò il residuo di zucchero
brunito dal caffè che mimava la sua bocca
stamparsi in una invisibile parola sul bordo. Lungo la strada,
il flusso della folla stordiva di passi
i ciottoli irregolari. Fissò le persone che si muovevano
s’incrociavano, si spostavano da qui a lì. Riempiendo la triste desolazione dei vuoti
che altri avevano lasciato. Da qui a lì senza sosta.
come se andare in una qualsiasi direzione riuscisse a cambiare lo stato delle cose.
Quando si alzò, dopo aver mosso pochi passi, si voltò
a guardare la sedia immobile e vuota come un’impronta
e sperò che, se la realtà era vera, anche la tristezza da qui fosse rimasta lì.
di farne combaciare un lato, quello con la scritta “MoKA”, con la linea
d’ombra netta del tendone che divideva il tavolino in due.
Il bianco scintillante di MoKA smise il suo brillare scomposto e si spense.
Bevve il caffè e rimase per qualche minuto
ad osservarsi i piedi. Cercò di tenerli perfettamente immobili,
finché le divennero estranei
come se non le appartenessero. Svuotati da se stessa.
Poi spostò la tazzina vuota da qui a lì
dove il sole batteva nitido. Guardò il residuo di zucchero
brunito dal caffè che mimava la sua bocca
stamparsi in una invisibile parola sul bordo. Lungo la strada,
il flusso della folla stordiva di passi
i ciottoli irregolari. Fissò le persone che si muovevano
s’incrociavano, si spostavano da qui a lì. Riempiendo la triste desolazione dei vuoti
che altri avevano lasciato. Da qui a lì senza sosta.
come se andare in una qualsiasi direzione riuscisse a cambiare lo stato delle cose.
Quando si alzò, dopo aver mosso pochi passi, si voltò
a guardare la sedia immobile e vuota come un’impronta
e sperò che, se la realtà era vera, anche la tristezza da qui fosse rimasta lì.



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