due libere interpretazioni ispirate a Leonard Cohen. Entrambe sono già presenti nel blog: la prima fra i commenti e l’altra fra le mie poesie.
“Danza fino alla fine dell’amore” è dell’amico ndr che interpreta Dance me to the end of love.
“Ascoltando Famous Blue Raincoat” è la mia risposta a quella notte di dicembre, quando erano le quattro del mattino in una fredda New York…
Danza fino alla fine dell’amore
Danza la tua bellezza tra violini infiammati e fisarmoniche,
la ballerina sul carillon,
danza i movimenti dalle note incatenati e costretti,
fino alla salvezza,
lasciami come la marea un messaggio in bottiglia,
sulla spiaggia, nella brezza
di una sera di maggio.
Danza fino alla fine dell’amore.
Danza fino alla fine dell’amore.
Lascia che ti guardi quando tutti saranno partiti,
lasciami ultimo testimone dell’arcobaleno,
mostrati a me nei colori che solo ho intuiti
attraverso un bicchiere di vino senza veleno.
Non farmi illudere dalle tue umide labbra
tra le pieghe di una notte sospesa su noi,
Danza fino alla fine dell’amore.
Danza fino alla fine dell’amore.
Danza la tua bellezza tra sguardi infiammati e fuggenti,
la musica da un carillon,
danza tra i silenzi da mani incatenati e costretti,
fino alla salvezza,
danza sulla marea nuova Venere, approda
sulla spiaggia, nella brezza
dell’alba a venire.
Danza fino alla fine dell’amore.
Danza fino alla fine dell’amore.
Ascoltando Famous Blue Raincoat
Stanotte non c’è che la tua ombra che resiste al fuoco, e questa parete bianca.
le spalle sono vuote in queste stagioni senza misura:
fa freddo ovunque.
Il freddo ha il suono che sento farsi ampio nelle fessure,
mentre raccolgo la mano che mi passasti nei capelli
il tempo è come tempo dell’amore stanco, quando arriva.
Quando scompari dietro l’angolo che hai costruito chissà dove
le stanze hanno altre stanze, puoi prendere appunti
ora è necessario dimenticare, poi scriverai appunti di me
fermati in qualche nodo della voce, ti saluto,
è necessario dimenticare, per chiudere l’assenza. E così poi
potremo dire che stiamo andando in un’altra direzione.
Il tuo vecchio impermeabile blu è un vuoto che frana questa notte
Chi sono gli angeli adesso? Chi sono i peccatori?
Accarezzami la ruga che ho sulla fronte.
-Ti ho lasciato qualcosa di me
a ricordarti dallo specchio che siamo stati qui -
Siamo stati qui.
- e che sono sempre un’altra che non riesco più a ricordare-



3 comments
Comments feed for this article
Luglio 29, 2008 a 7:07 pm
lisa
ndr potete trovarlo…forse…
http://unpoapolide.splinder.com/
scusa branco ma non so come fare quella cosa meravigliosa che il “qui” e si è magicamente teletrasportati…
ciao
lisa
Luglio 29, 2008 a 7:19 pm
ndr
grazie. un onore.
“dance me…” è altro, eh.
e la tua, beh, chilometri oltre.
ciaoooooo!!!
Luglio 31, 2008 a 6:39 pm
lisa
branco. grazie a te.
…chilometri oltre??? ora mi spiego perché mi ritrovo sempre al punto di partenza :-))
ciao
lisa