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[ To me, fair friend, you never can be old,
For as you were when first your eye I eyed,
Such seems your beauty still...] *
Se fossi…io sarei un accordo di chitarra, la passione, la solitudine, il corpo nudo, la piega del lenzuolo, la stanza di un motel, sarei Jane, Suzanne, Marianne, la prostituta, sarei quella abbandonata e quella che abbandona, sarei la riva, il mare, sarei un modo per dire addio, sarei il futuro, e una strada. Sarei qualsiasi cosa viva in un suo verso. Sì, sarei una canzone che esce dalla sua gola.
due libere interpretazioni ispirate a Leonard Cohen. Entrambe sono già presenti nel blog: la prima fra i commenti e l’altra fra le mie poesie.
“Danza fino alla fine dell’amore” è dell’amico ndr che interpreta Dance me to the end of love.
“Ascoltando Famous Blue Raincoat” è la mia risposta a quella notte di dicembre, quando erano le quattro del mattino in una fredda New York… Read the rest of this entry »
Era caduta in acqua, confusa forse da un riverbero
che sembrava un fiore. Le zampe annaspavano nell’aria.
Le ali agitavano minuscoli maremoti di trasparenza. L’ho guardata
pensando alle solite cose - è il suo destino-
-solo i migliori o chi ha fortuna ce la fa a questo mondo- L’ape intanto
lottava . Buffo: nelle ali pregne d’acqua c’era la sua vita, e c’era la sua morte. Read the rest of this entry »
È che a volte entro in libreria come un bambino entra in un negozio di giocattoli. Mi aggiro fra gli scaffali senza sapere quale libro prima o poi mi conquisterà. A volte vi entro con un’idea ben chiara, non c’è tempo di attesa. Con piglio deciso cerco il libro fra i tanti. Quando ne sento poi il peso nella bustina ho dentro una sorta di soddisfazione accompagnata però da una sottile delusione: è come se ad un primo incontro si saltasse subito al sesso in una prospettiva d’innamoramento privata della dolcezza del corteggiamento. Read the rest of this entry »
So di gente che scrive appunti di viaggio per non dimenticare. So che esistono
minuziose miniature di soli che sorgono alle 5.32
fuori da una stanza al diciottesimo piano
quando il viaggio è appena iniziato in una città
che solleva lento il suo sipario, Read the rest of this entry »
A dispetto dei fondi che si assottigliano invece d’incrementarsi a sostenere un’iniziativa nata dall’amore per il jazz e per la propria terra, anche quest’anno Jazz on the Coast nella sua XIV Edizione si ripropone agli amanti del jazz e a chi come me se ne sta innamorando. Read the rest of this entry »
My left hand will live longer than my right. The rivers
of my palms tell me so.
Never argue with rivers. Never expect your lives to finish
at the same time. I think Read the rest of this entry »
Sapere dire altro, in un altro modo
fare del qui l’adesso come quando
qui era il posto certo, l’aderenza dell’ora
all’aria, il fuggire del mare senza incroci
al morso del destino, e sul finire delle sere era qui
anche l’esserci, e le stelle erano così lontane:
non c’era verso di contarle né d’interpretarle
e l’averti e il non averti era un fifty-fifty
come tutto del resto. Qui e adesso.
Ho sognato di te la scorsa notte. Tu eri sdraiato sul letto, ma non sembravi malato.
Mi sorridevi, io ero seduta sul pavimento e fumavo.
Intanto mi parlavi. Sembravamo felici e veri.
La tua faccia mi ricordava quella che avevi quando vivevi qui,
sì, nel sogno non sembravi
quello che sei adesso, ora sei troppo lontano.
I tuoi occhi erano quelli di quando vivevi nella tua piccola casa con le finestre ad arco
quando la tua vita era un casino
e non aprivamo i balconi per non contare le ore. E il giorno era solo una scommessa sulla notte. Tu eri dolce nella tua piccola casa, ubriaco e dolce,
ubriaco ma dolce.
Dimmi, mi hai mai amato?












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