Quando squilla il telefono Milano è già china
sul verso torrido dell’asfalto. Passa un attimo,
poi un fremito, ed è come se fosse un giorno eterno
poggiato su di un filo e tu sorridi
come sa fare anche Milano quando passa fra le foglie
ed è un giugno che ti coglie di sorpresa.
Ma non serve. Milano è un domani dello stesso domani
e filtra il suo cliché – il francese va di moda in passerella-
fra le persiane i poeti e le distanze
poi ti scrive una dedica in corsivo sull’ultimo tram del desiderio
- pensa da bionda, lisa!- è un’eco che cade come ghiaccio
in un bicchiere prima di sparire, e quando versi
la prima parola in cui credevi capisci che Milano ti beve
e il resto della storia è un mai che si scioglie
nel giorno che finisce, e tu sei un giorno che torna indietro
e non hai un nome. Il tuo corpo segna ancora il tempo alla fermata.
Ti ricordi che non hai scritto questa poesia.
E la tua ombra è il solo verso che chissà dove aspetta sull’asfalto



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