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C’è malinconia ora.
-Non so.- La malinconia non viene. È come un fiore in un bicchiere.
È il gambo che si spezza dentro l’acqua e si fa in doppio. Io. E io in un tempo che non esiste.
La malinconia abita la tua stanza, è come se tu le appartenessi da sempre. Per sempre.
-non guardarmi ora- ti dici
È che non hai vene dove far passare altre parole. E allora aspetti.
Aspetti che appassisca. Come un muro che svanisce in pulviscolo lieve,sospeso.
Come un ventre di una vecchia
che si è strappata già tutti i colori ma odora di una lavanda antica
stretta fra le pagine di un libro, e le orla di una attesa
che cambia il senso alle parole per farti credere che hai già scritto tutto
e puoi andare via.
Sono a Milano in questi giorni, e il caldo in città è un effetto speciale che altera la percezione della città stessa. Milano è un miraggio che a malapena intuisco attraverso le persiane. Esco poco, e solo in tarda ora quando il sole s’infila nelle fessure dei palazzi e poi sparisce. Il caldo non si placa, ma la luce si ammorbidisce e l’aria torrida sembra più sopportabile. Read the rest of this entry »
Gli scrittori amano essere letti dagli scrittori
I poeti amano essere letti dai poeti
I lettori amano leggere… Read the rest of this entry »
Quando squilla il telefono Milano è già china
sul verso torrido dell’asfalto. Passa un attimo,
poi un fremito, ed è come se fosse un giorno eterno
poggiato su di un filo e tu sorridi
come sa fare anche Milano quando passa fra le foglie
ed è un giugno che ti coglie di sorpresa. Read the rest of this entry »
C’è un mondo sospeso nei quadri di Mario Baldarella. È un mondo in cui i personaggi che lo abitano sognano la realtà del sogno trasferendola in una terra indefinita, senza coordinate, che il pittore rende accessibile attraverso una sorta di star-gate dell’immaginifico.
Le figure si stagliano quasi senza peso tenendosi in equilibrio sulla materia che compone gli scenari che fanno da sfondo: i blu, i rossi, i verdi, i gialli si compattano in un’unica tinta, si sdoppiano e si moltiplicano, anch’essi in un’assenza di gravità, fratturando gli spazi e ricreandone nuovi. Le forme si allungano, si dilatano, si gonfiano, diventano minuscole proiezioni di se stesse. Non hanno ombra, e anche la luce sembra perdere la cognizione del tempo nei colori che, nel loro sovrapporsi in linee nette, costringono chi guarda ad entrare nel sogno, o forse, come in un dejà vu, a ritrovare quel mondo, quel sogno che si credeva perso.
Galleria Pinxi New Art
Via Savona 61, Milano
Inaugurazione della mostra
Mercoledì 25 giugno h. 18.30
When he gets off work at Packard, they meet
outside a diner on Grand Boulevard. He’s tired,
a bit depressed, and smelling the exhaustion
on his own breath, he kisses her carefully
on her left cheek. Early April, and the weather
has not decided if this is spring, winter, or what.
The two gaze upwards at the sky which gives
nothing away: the low clouds break here and there
and let in tiny slices of a pure blue heaven.
The day is like us, she thinks; it hasn’t decided
what to become. The traffic light at Linwood
goes from red to green and the trucks start up,
so that when he says, “Would you like to eat?”
First, are you our sort of a person?
Do you wear
A glass eye, false teeth or a crutch,
A brace or a hook,
Rubber breasts or a rubber crotch, Read the rest of this entry »
Pioverà. Perché è questo che accade
quando ogni fine sfuma nella fine.
Pioverà come è nella tradizione
come quando muoiono gli eroi.
Il cielo farà una giravolta
un salto mortale e il cuore della terra
smetterà di battere,
una finestra farà un ultimo saluto
agitandosi nel vento poi si chiuderà di colpo
al peso della prima goccia
il verde delle foglie evaporerà nell’aria
il mare si farà infinito
e non sapremo più in quale posto andare
né cos’altro dire.
E allora pioverà. Pioverà per sempre.









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