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Oggi che il cielo preme l’aria sul mare fino a disegnarlo senza più orizzonte, e lo fa impalpabile come l’apparenza di una coincidenza che mi attraversa per caso. Oggi che anche le tende hanno perso il vento e restano rigide come morte. Sgonfie. Come palloncini in attesa di una mano innocente che le salvi da un’inerzia di terra. E ora che siamo qui - lo senti il tempo?- puntando l’ago nel tessuto di quest’istante, vorrei dirti che l’amore è come il tempo – è come la pioggia – Cade sottile e fa rumore solo quando batte sulle cose e le riconsegna al termine di un’attesa in cui riposa il mondo. Traccia ogni linea, riempie ogni vuoto, e poi ti fa credere che quello che vedi era già qui per te e resterà qui per sempre.
Come me che oggi ho tinto le unghie di un profumo salmastro per darti il mare alla pelle senza che tu possa vederlo, per poi farti credere che ero già qui per te e resterò qui per sempre.
Ma tutto è un inizio che continua in un altro inizio che qualcuno ha lasciato andare.
Restare è un verbo disumano.
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