È che svegliarsi presto significa uscire dal silenzio
per entrare in un altro. A questo pensavo. Ed erano le sei.
Le lancette formavano una linea perfettamente retta.
Di là il sogno, di qua la realtà,
forse o l’uno o l’altro riflessi in uno specchio.
La casa mi è sembrata più grande, e anche tutte le cose che vi erano dentro
abbandonate come erano al furto del buio.
Allora mi sono vestita in fretta, e sono uscita.
Mentre camminavo mi è venuto da canticchiare un motivetto stupido,
di quelli di cui non pensi neanche di conoscerne le parole, ma poi
mi è rimasta nella gola solo l’intenzione
perché un silenzio così, lo sapevo, sarebbe finito presto
sarebbe finito senza alcun preavviso nel rumore di un raggio
che avrebbe colpito un vetro di una finestra sulla collina
un silenzio così, lo sapevo, era fragile
come ogni altro oggi dei giorni



4 comments
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Aprile 15, 2008 a 4:29 pm
rodolfo
Cara Lisa, uscire da casa alle 5 e mezzo mi capita almeno sette otto volte al mese, per cui condivido e faccio mie queste parole gustandone intensamente il senso. Come per esempio la dilatazione degli spazi nel silenzio fuori dal tempo di quella particolare ora del mattino. Che poi è un silenzio fatto di rumori, piccoli improvvisi fruscii o il verso dei corvi, spesso insistente e rumoroso e che, tuttavia, non riesce a romperlo, quel silenzio.
Lavoro spesso anche di notte e anche la notte è una dimensione tutta sua, particolare. Ho sempre amato la peculiarità del mio lavoro di permettermi di spalmare la mia vita su ogni istante della giornata, senza preclusioni.
Non ho capito, Lisa, se è più affascinante il tuo modo di scrivere, in sè, o la forza della tua nacessità fisica di farlo, quasi disperata, mi sembra…
Ciau
Aprile 16, 2008 a 8:52 pm
lisa
di solito mi sveglio abbastanza presto, mi piace, e poi c’è la mia più piccola che deve andare a scuola. a volte mi sveglio prima e mi piace ugualmente. è cogliere quel momento di stallo fra il giorno e la notte, e come tu dici anche qualche piccolo rumore non spezza il silenzio, anzi lo mette in risalto.
credo che dal silenzio nasca gran parte delle cose, così come gran parte muore nel medesimo silenzio.
io, e te lo dico in tutta sincerità,non saprei dare un giudizio sul mio modo di scrivere, leggo cose bellissime e ogni volta decido di smettere con la scrittura, ma poi continuo, forse per non lasciare che quelle cose che io sento nel silenzio muoiano senza dire ciò che vorrebbero dire.
quanto io riesca a trasmettere di queste mie intenzioni non so. (e qui si aprirebbe un altro discorso)
grazie rodolfo. davvero.ti sono molto grata di questi tuoi passaggi.
ciao
lisa
Aprile 23, 2008 a 9:27 am
tessapurna
quando ci si alza presto, molto presto, si sta in silenzio perchè tutti dormono. comprese le cose, dici bene. e allora ci si sente potenti, a me fa questo effetto. sono il solo essere al mondo.
e mi piace molto. :-)
ciao
Aprile 23, 2008 a 3:40 pm
lisa
…dura poco. poi il più forte si riappropria del proprio dominio. :-)
grazie della lettura.
ciao tessapurna
lisa