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Come è ovvio mi capita d’incontrare per caso qualche amico
-CIAO !-
E mi si buttano fra le braccia.
E mi baciano.
BACIO
sulle guance.
È il momento del distacco,
lo spazio che si lacera fra pelle e pelle,
il disamore repentino dei capelli,
la chimica che evapora nella saliva
la pausa d’asfalto che radica i piedi alla terra,
è questo che m’irrigidisce: non so più cosa dire
………………………………………….
È che non so spiegarmi la gioia allenata dei sorrisi,
per trovarmi sarebbe bastato bussare alla mia porta,
e mi chiedo se tutto questo ha un senso
e se anche scrivere non sia come abbracciare l’aria



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