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Non chiedermi ora della tristezza
che fa di me una luna, scucita dal cielo,
da un buio, che è già
ed è poco più di un velo
sopra la città di questo futuro che accadrà
nella stanchezza del sapere.
Non chiedermi ora della tristezza:
si misura a spanne di distanze,
come i ferri delle ringhiere che sanno dire
il vuoto che smagrisce la voce
quando un silenzio affusolato e puro mi annienta



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