You are currently browsing the daily archive for Febbraio 14th, 2008.
Oggi e ieri e domani
uso ghirigori di parole per dirlo, sì l’amore, in questo modo strambo
dove le stelle diventano ruffiane
e l’amore dolce come il glicine, quando fiorisce.
Nello scenario di una qualsiasi ora, di un qualsiasi tempo
la mia è un’Arte del cuore, dell’anima, e del corpo
-amore- dico
e una goccia di sudore – è perla fra i tuoi seni-
e tu dimentichi che poi dopo l’amore, dopo il sesso
si resta nudi,senza braccia senza gambe, come vermi.
Io sono un artista, l’amore lo canto in un sonetto,
- Shall I compare thee to a summer’s day?…”*
endecasillabi ingialliti, tragici ma immortali.
E so farti sognare con una rima sciolta
disperata e postmoderna,
da masticare nella solitudine delle metropolitane
sotto le luci meste dei vagoni,
nell’abbandono che c’è nelle folate che corrono nel buio delle stazioni.
Io con un verso ti squinterno la realtà e i sogni
- amore ho gli occhi che mi bruciano a furia di cercarti- scrivo,
ed è una calcomania che al mattino, senza un perché, ti ritrovi sulla pelle
e credi che non possa andare mai più via.
Sì sono bravo con le parole,
passionale, ironico, irriverente
quasi perverso nel cercare nuovi suoni e nuove trame,
io non ho tempo per l’amore,
io scrivo l’amore e dell’amore.
E tu quando dici che mi ami sei mio complice
a fare sembrare vero questo gioco d’illusione breve.
*William Shakespeare – Sonetto XVIII
Me ne sto qui seduto sul divano. Tutto è come sempre. La sedia è dove l’hai lasciata, qui vicino. A te piace appoggiarci i piedi scalzi mentre leggi quel libro che ti sta prendendo così tanto. Se infilassi la mano fra i cuscini sono sicuro che ci troverei qualche briciola dei biscotti al cioccolato che ami sgranocchiare dopo cena mentre leggi, e intanto ti tormenti il labbro.
C’è il posacenere sul tavolo basso. Read the rest of this entry »




Commenti Recenti