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Mattino

Snoda il vento
mattino come fiocchi,
traduce terra.

Cuce capelli
sciolti sul cuscino,
come tempesta.

Le vesti calde
strappano da amanti,
luci sospese.

Su labbra secche
poggia dolce saliva,
candida calla.

Intesse reti
Imboccando fame e
giochi di specchi.

Sera

Cade il sole
sulla faccia del giorno
si piega stanco.

Mare sorpreso
si scioglie di antico
ricorda ali.

Bruciano legni
di vento odorosi
accatastati.

Dune di sassi
coprono dolci dolori
terre e sale.

Passi nel dubbio
sbriciolano la sete
poco a poco.

Notte

Brecce di luce
aprono l’indugio
di cielo steso.

Sparsa la notte
appare di polvere
dimenticata.

Chiude silenzi
l’angolo aperto
a spazi vuoti.

Seduce occhi
di marmo e seta
chiama cenere.

Inganna sonni
ponendo gli abbracci
lì dove crede.