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L’ho letto oggi, quando il sole piagava il cielo ancora
e ti pensavo
sì, mentre leggevo di quella stella
e della sua agonia che dura il buio
in una specie d’eternità di vita
come se si fosse persa in uno spazio immenso
dove anche il finire finisce controsenso.
Tu restami così, lontano e obliquo, ed io a te
come una notizia in un raggio ultravioletto che non dà quasi malinconia
tu restami così, con sotto le tue dita anni e anni luce di universo
in una traccia, una misura che non sa contare
e io qui sulla terra, a far andare il tempo contromano.



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