Guardo in alto e lei è lì.
Bianco tagliato nel cielo fresco di vento. Prepotente di azzurro.
Precipito inghiottita dalla frenesia del mio sguardo. Lei, dunque. Una sconosciuta.
Silenziosa. Nel vacillare scomposto della primavera del prato.
Caos in movimento, eppure stranamente immobile in ogni goccia di colore
-chi sei?-mi chiedo. E temo poi che possa sentirmi.- chi aspetti?-
Lei, sconosciuta, guarda lontano, inconsapevole. Chiusa ad ogni risposta.
Inutile spiarne il viso in ombra, inutile intuire appena la sua attesa,
unirmi al tormento di quel vestito nella folata improvvisa. Penetro la brezza
cercando di varcare la barriera.
Comprendere il gesto. Il silenzio del fiore rosso che ha appuntato alla cintura.
Desiderio di indovinarne il profumo.
Percorro il limitare scuro del suo ombrello verde e
finalmente posso ignorare al suo riparo, la violenza del tramonto.
La guardo ancora.
Lei, sconosciuta e severa. Fissata per sempre in quell’attimo eterno.
Abbasso gli occhi e leggo:
“Donna con ombrello” 1886- Claude Monet



4 comments
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Luglio 10, 2007 a 10:49 pm
tR
Anch’io, una volta, ho guardato un quadro
ma non come te…
Ciao
Luglio 11, 2007 a 2:40 pm
lisa
i due quadri fanno un bel paio: di là il buio, di qua la luce. Si toccano nell’inquietudine senza tempo di donna.
grazie.
lisa
Luglio 16, 2007 a 1:31 pm
cara polvere
splendidi emtrambi.
un caro saluto, lisa.
e terrarossa.
paola
Luglio 16, 2007 a 6:23 pm
lisa
paola grazie