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Stanotte non c’è che la tua ombra che resiste al fuoco, e questa parete bianca.
le spalle sono vuote in queste stagioni senza misura:
fa freddo ovunque.
Il freddo ha il suono che sento farsi ampio nelle fessure,
mentre raccolgo la mano che mi passasti nei capelli
il tempo è come tempo dell’amore stanco, quando arriva.
Quando scompari dietro l’angolo che hai costruito chissà dove
le stanze hanno altre stanze, puoi prendere appunti
ora è necessario dimenticare, poi scriverai appunti di me
fermati in qualche nodo della voce, ti saluto,
è necessario dimenticare, per chiudere l’assenza. E così poi
potremo dire che stiamo andando in un’altra direzione.
Il tuo vecchio impermeabile blu è un vuoto che frana questa notte
Chi sono gli angeli adesso? Chi sono i peccatori?
Accarezzami la ruga che ho sulla fronte.
-Ti ho lasciato qualcosa di me
a ricordarti dallo specchio che siamo stati qui -
Siamo stati qui.
- e che sono sempre un’altra che non riesco più a ricordare-


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