Il mio nome è ***** e abito al primo piano di un palazzo nel cuore del paese.
Il paese è così piccolo da non avere altro che un cuore
che batte più lento o più veloce secondo le stagioni.
Non so quando il mio nome sia diventato ****
di certo è che quando queste due sillabe divennero il suono a cui rispondevo
esse abitavano fra le pareti di un appartamento al quarto piano
fra le strade di un paese così piccolo che non aveva neanche il cuore.
Era una cellula,
aggrappata alla certezza semplice del mare
Il mare per tutti era solo il mare.
Non aveva un nome.
Ed è sempre lì, mentre noi ci ostiniamo inutilmente a gridare forte i nostri.


2 comments
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Giugno 7, 2007 a 3:47 pm
Roby
Quando leggo le tue parole immagino il suono della tua voce.
Una musica un po’ malinconica che evoca atmosfere sospese, pervase da una nebbiolina in cui sarebbe bello perdersi
Ciao
Roby
Giugno 8, 2007 a 1:23 pm
lisa
Il primo commento merita un grazie speciale!
lisa