You are currently browsing the monthly archive for Giugno 2007.
Ci sono giorni che si compiono in un luogo che non esiste per davvero e tu ci sei dentro. C’è la spiaggia di maggio. Semi deserta come sa esserlo la spiaggia in un lunedì di maggio. E te ne stai stesa sui sassi, che sono appena tiepidi .
Te ne stai lì, con gli occhi chiusi e con un paio di cuffie nelle orecchie e ascolti un po’ di musica, roba soft che leghi a mille cose. A questo giorno che sembra non esistere.
Il volume è basso, ma percepisci i suoni di ogni strumento e anche se di musica non ne capisci niente entri nel gioco, entri silenziosa in quel parlare fra note. In sottofondo c’è lui, il mare.
Non è un rumore , non è un suono, è un richiamo. Allora apri gli occhi perché c’è in quella voce qualcosa che ti seduce, e stesa come sei, davanti a te entra in scena lui.
Lui, lì ai tuoi piedi che quasi ti sfiora, il mare. Read the rest of this entry »
Ecstasy
Forse smisi di scrivere
quando scrivere divenne legale
perfino lo spaccio non costituì più reato
e scrivere fu venduto in pillole
in ogni angolo delle strade
niente più coaguli, nessuna incrostazione
a liberarmi le vene dalle parole
bastarono poche dosi
poi scrissi scendendo a patti
con tutte le illusioni
Stanotte non c’è che la tua ombra che resiste al fuoco, e questa parete bianca.
le spalle sono vuote in queste stagioni senza misura:
fa freddo ovunque.
Il freddo ha il suono che sento farsi ampio nelle fessure,
mentre raccolgo la mano che mi passasti nei capelli
il tempo è come tempo dell’amore stanco, quando arriva.
Quando scompari dietro l’angolo che hai costruito chissà dove
le stanze hanno altre stanze, puoi prendere appunti
ora è necessario dimenticare, poi scriverai appunti di me
fermati in qualche nodo della voce, ti saluto,
è necessario dimenticare, per chiudere l’assenza. E così poi
potremo dire che stiamo andando in un’altra direzione.
Il tuo vecchio impermeabile blu è un vuoto che frana questa notte
Chi sono gli angeli adesso? Chi sono i peccatori?
Accarezzami la ruga che ho sulla fronte.
-Ti ho lasciato qualcosa di me
a ricordarti dallo specchio che siamo stati qui -
Siamo stati qui.
- e che sono sempre un’altra che non riesco più a ricordare-




Commenti Recenti